RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Ieri sera abbiamo assistito all’Assemblea Pubblica che Sindaco e Giunta hanno promosso sui Data Center in progetto a Rho. Dopo circa due ore in cui i relatori hanno rassicurato il numeroso pubblico che riempiva la sala, hanno dato la parola ai cittadini che, nella maggior parte degli interventi, hanno mostrato una grande contrarietà, senza se e senza ma, al proliferare di questi impianti.
Quello che è apparso chiaro, sin dai primi interventi, è che le rassicurazioni fatte dagli esperti non hanno convinto per nulla.
Anzi, nella gran parte degli interventi, ne sono state mostrate le criticità anche per il fatto che su quel palco non vi era alcuna voce critica, né di esperti indipendenti, né tantomeno di tutte quelle realtà che in questi mesi hanno operato per fare informazione e mobilitazione sul territorio.
Insomma una esposizione a senso unico alquanto scontata e prevedibile, impostata male, che ha visto parecchi momenti di contestazione della grande maggioranza delle persone presenti. Da quella sala, ieri sera, siamo usciti senza alcuna presa di posizione nei fatti da parte del sindaco, e questo non ci stupisce.
Lo dicevamo in tempi non sospetti che servirebbe davvero una moratoria, visto che non vi è alcuna regia organica di pianificazione sul cumulo di queste strutture sul territorio. Nella Pianura Padana più inquinata d’ Europa, pesano come macigni le parole di chi in consiglio comunale a Rho il 17 giugno 2026, davanti alla richiesta dell’ Agenzia Tutela Salute( ATS ) che chiedeva di distanziare tra loro queste strutture di tre km, rispondeva in modo perentorio per voce dell’ assessore Marini: “sarebbe come dire di no, non vogliamo i data center, sempre che si possa e chiudiamola li”.
Una risposta alquanto arrogante che già si commenta da sola, ci domandiamo se sia degna di un amministratore pubblico. Ma quello che troviamo più incredibile è che nessuno, dalla maggioranza e dall’ opposizione, abbia richiesto un approfondimento chiarimento.
Non ascoltare chi è come istituzione preposto a tutelare la salute sui territori ci è apparso sin da subito un atto di grave irresponsabilità e superficialità. Ciò che ci preme sottolineare, oltre agli impatti ambientali e sociali, è che sia importante sapere che “In base alle attuali regole per la connessione alla rete, il 50% del costo di realizzazione di una nuova connessione in alta tensione è posto a carico dell’utente (il data center), l’altro 50% finisce nelle tariffe di trasporto a carico della generalità dei consumatori”.
Come spiega Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente) in una recente intervista a fanpage.it il 27 settembre 2026. Per concludere la campagna di informazione fatta dalle varie realtà del territorio continua per informare e mobilitare i cittadini in difesa del nostro futuro, a maggior ragione alla luce di un assemblea che da parte dell Amministrazione Comunale si è rivelata un boomerang , visto che partecipazione e trasparenza fatte, a iter burocratici già avviati da anni e mesi, ci pare un puro esercizio retorico.
Firmato Collettivo Rhosso di Sera.
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