RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. La lotta per fermare la costruzione di data center sul nostro territorio e oltre comincia a dare i suoi primi frutti, incrinando certezze che fino a poco tempo fa sembravano incrollabili. Non riteniamo infatti un caso che il giorno successivo al grande corteo di Rho del 3 ottobre, l’Assessore regionale alle risorse energetiche Sertori abbia annunciato modifiche a una pessima legge varata solo 5 mesi fa.
Oggi lo stesso Sertori si è visto recapitare una lettera dal Sindaco di Rho nella quale Orlandi richiede l’apertura di un tavolo con i Sindaci e gli Enti pubblici interessati che istituisca una regia sovracomunale per restituire la programmazione territoriale agli Enti locali, rilevando come la legge regionale non consenta di valutare gli effetti ambientali derivanti dalla concentrazione di progetti, cosa che ripetiamo ormai da mesi. Orlandi conferma inoltre quanto denunciavamo ad inizio settembre, e cioè che le richieste di allaccio a Terna per la realizzazione di altrettanti data center sul territorio comunale sono 6.
A quanto Orlandi scrive a Sertori manca però la logica conseguenza, e cioè una moratoria immediata su tutti i progetti di Data Center.
Se fino ad oggi le attenzioni delle proteste si sono orientate verso l’amministrazione comunale Rhodense, che ha di fatto accolto le
richieste di realizzare i Data Center oggi in discussione, non possiamo non sottolineare il grande assente dal duro confronto tra il Sindaco e l’opposizione sociale di questi giorni. I partiti del centro destra, che sono all’opposizione a Rho, ma che amministrano la Regione, hanno finora partorito soltanto una timida lettera in cui hanno preso le distanze dalle proteste in corso, pur riconoscendone la legittimità per la totale assenza di una programmazione territoriale.
E’ sotto gli occhi di tutti che l’ondata di data center che sta stravolgendo il nostro territorio si alimenta quotidianamente di nuovi
ecomostri e si sta trasformando in una vera e propria colonizzazione che lascerà per decenni un segno indelebile nelle città della periferia milanese. Vogliamo fermare questa ondata, vogliamo difendere il nostro territorio, il diritto alla salute e ad una qualità della vita sostenibile e attendiamo ora che anche le forze politiche di opposizione facciano pressione sull’assessore regionale della Lega, primo responsabile di questa vicenda, dicendo in modo chiaro e netto che è inaccettabile trattare il territorio e i cittadini come una discarica utile solo al profitto delle multinazionali.
La nostra mobilitazione continua, con la consapevolezza che soltanto attraverso la lotta e la determinazione dimostrata fino ad oggi si otterranno dei risultati. Siamo pronti a intraprendere ogni forma di lotta, da quelle dei ricorsi legali, fino alla riappropriazione diretta dei nostri diritti e della nostra salute. Chiediamo a gran voce la moratoria subito, su tutti i progetti di data center presentati.
Firmato: SOS Fornace. INFO: 346 398 9550
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