“Tizio, Caio e Sempronio” è un’espressione che si usa comunemente per indicare qualcuno di indefinito o generico.

Ma chi erano davvero questi tre individui?
E come sono entrati a far parte del nostro linguaggio quotidiano?

Una delle ipotesi lega “Tizio, Caio e Sempronio” alla famiglia dei Gracchi, famosi politici dell’antica Roma, di cui il capostipite era Tiberio Sempronio Gracco. Questi tre nomi “Titius, Gaius e Sempronius” divennero però significativi con il Corpus Iuris Civilis, la maestosa raccolta di leggi voluta dall’imperatore Giustiniano nel VI secolo d.C. in quanto usati dai giuristi, per creare esempi ipotetici di situazioni legali e rendere più comprensibili le leggi, spiegando come si applicavano in diversi contesti.

Con il tempo, “Tizio, Caio e Sempronio” uscirono dall’ambito giuridico per entrare nel linguaggio comune, perdendo il loro legame tecnico ma mantenendo il significato di “persone qualunque”.

Anche in altri paesi esiste l’abitudine di usare terzetti simili per indicare persone ipotetiche.
In inglese ad esempio si usa “Tom, Dick and Harry”, in francese “Pierre, Paul et Jacques”, in spagnolo “Fulano, Zutano y Mengano”, in tedesco “Hinz und Kunz”, in russo “Ivanov, Petrov, Sidorov”, e addirittura anche in cinese “Zhāng sān, Lǐ sì, Wáng èr má zi.

Seppure “Tizio, Caio e Sempronio” non sono nomi di persone famose, paradossalmente lo sono diventate proprio grazie al loro uso comune per indicare persone generiche!

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