Un incontro molto coinvolgente e partecipato si è tenuto il pomeriggio del 17 febbraio 2025 presso la Biblioteca scolastica Paola Mancuso in via Deledda a Rho durante il quale è stato presentato il libro di Ezio Gavazzeni “La furia degli uomini”.

L’incontro è stato organizzato dalla maestra Maria Grazia Brighina, responsabile della biblioteca con il sostegno dell’associazione Libera Arese e dintorni-presidio Giorgio Ambrosoli e dell’associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli, col patrocinio del comune di Rho e di Avviso Pubblico.

Durante la serata è intervenuta anche Roberta Gatani, nipote di Paolo Borsellino che ci ha riportato insieme allo scrittore Gavazzeni al periodo delle stragi del 1992, quella di Capaci e quella di Via D’Amelio in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le loro scorte.

Ha introdotto la serata la maestra Maria Grazia Brighina che ha ringraziato tutte le persone presenti, in primis i relatori e gli organizzatori che hanno permesso la buona riuscita dell’evento, l’assessore alla legalità e trasparenza Nicola Violante e Clelia La Palomenta, presidente della commissione antimafia e legalità di Rho.

Dopo la introduzione la parola è passata a Clelia La Palomenta: “È nostro dovere ricordare sempre le vittime di mafia e conoscere come hanno operato e operano tuttora le organizzazioni criminali. Fare memoria è un nostro dovere civico che aiuta ad acquisire maggiore consapevolezza dell’esistenza del fenomeno mafioso anche sul nostro territorio. Quale luogo migliore se non la scuola o la biblioteca di quartiere? È proprio questo che dobbiamo continuare a fare sul nostro territorio per far crescere la cultura della legalità in tutte le generazioni e abbassare il livello d’illegalità che potrebbe diventare pervasivo.”

Successivamente si è passati all’analisi del libro “La Furia degli uomini”: la cui narrazione inizia con “Natale 1991, in un casolare fuori Enna, durante un vertice di Cosa Nostra, in cui viene decisa la stagione delle stragi del 1992. L’agente dei Servizi segreti, Francesco Mauri, cercherà di far luce su quella lunga serie di omicidi e di attentati di stampo mafioso che ha segnato la storia del nostro Paese: dall’assassinio del giudice Antonino Scopelliti fino al momento della sparizione dell’agenda rossa dalla borsa di Paolo Borsellino, pochi minuti dopo l’esplosione in cui il giudice perse la vita con gran parte della sua scorta”.

Un romanzo avvincente in cui le stragi del 1992, soprattutto quella di via D’Amelio, sono rivisitate minuziosamente in tutta la loro genesi, con riferimenti a fatti accaduti e persone realmente vissute.

Alla domanda di Linda Parma, moderatrice della serata, “Perché la politica non parla più della mafia?” La risposta di Roberta Gatani è stata “Perché sia la mafia che lo stato si contendono lo stesso territorio e se non si combattono vuol dire che c’è un accordo”.

Tesi di alleanza stato-mafia che viene confermata dallo scrittore Ezio Gavazzeni, ricordando il piano di rinascita democratica della P2 che, con la separazione dei poteri dei magistrati, va a compiere un altro passo di quel piano scritto proprio dalla Loggia P2.

Dobbiamo avere le antenne dritte e non tornare indietro dopo tanti anni di lotte e soprattutto di tante morti di servitori dello Stato e di vittime innocenti di mafia.

Anche l’assessore Nicola Violante ha posto l’accento su come il Comune di Rho è attento al fenomeno mafioso attraverso un lavoro di prevenzione e cultura che vede anche il coinvolgimento dei giovani e attraverso iniziative anche in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

A fine serata c’è stato il firma copie da parte degli autori.

Roberta Gatani, autrice del libro “Cinquantasette giorni” lo ha messo a disposizione del pubblico per l’acquisto.

Presente all’evento il presidente del Consiglio comunale Calogero Mancarella, cittadino del quartiere, che per l’occasione ha dichiarato: “Una iniziativa che fa bene al quartiere, che lo apre alla cittadinanza tutta, su temi complessi a cui bisogna sempre dare importanza e risalto”.

A rendere l’ambiente della biblioteca ancora più accogliente è stata allestita una piccola mostra con i lavori fatti dai ragazzi delle scuole secondarie e della primaria dedicata alle vittime delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

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