E’ stato un momento concreto e di aiuto verso il prossimo, verso gli ultimi, verso i più bisognosi quello che Simone Gaifami, infermiere professionale presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, e Gianluca Patelli, fisioterapista presso il Don Gnocchi, hanno svolto presso la struttura sanitaria di Farim in Guinea Bissau,gestita da Benoit, un missionario infermiere senegalese, dal 27 gennaio all’8 febbraio.

“Questa è stata la mia prima esperienza da infermiere professionale, ma è la seconda volta che vado in Africa, insieme a Prati-Care Onlus di Torino, che svolge attività in Senegal, Guinea, Marocco e in Italia, la prima volta a cavallo tra il 2017 e il 2018 ho fatto attività di volontariato in Senegal, Mbour, in quel caso non avendo le nozioni sanitarie che ho maturato, svolgevo più attività di gioco e di intrattenimento” ha raccontato Simone.
Quella prima esperienza ha lasciato in Simone quello che si chiama “mal d’Africa”, un sentimento che ha spinto Simone e Gianluca a voler tornare, “siamo andati in Guinea Bissau, e per noi è stato un grosso impatto, da quello che ci hanno raccontato missionari italiani, la Guinea è indietro quarant’anni rispetto al Senegal, e non hanno molte prospettive essendo instabili politicamente, per questo fanno fatica su tutto, per cui anche in ambito sanitario”.

“Siamo arrivati a Farim e siamo stati accolti nell’ambulatorio di Benoit, una grandissima persona e nostro punto di riferimento, dove abbiamo svolto la nostra attività di volontariato, insieme ad altri 2 infermieri. Farim è un villaggio, ma nel contesto della Guinea Bissau è un paese importante ed è punto di riferimento per i villaggi intorno, formati da qualche capanna, il posto più pulito e più professionale della zona. Abbiamo visitato l’ospedale di Farim e a dir la verità c’era da aver paura, sporco, non saprei neanche descriverlo”.
“Io e Gianluca eravamo ospiti presso un alloggio insieme a Benoit e a tre sacerdoti missionari. Il nostro compito era quello di curare le persone che arrivavano a Farim, ne ho visitati tantissimi, non saprei neanche dire quanti, e molti arrivavano a piedi dai villaggi intorno distanti anche 30 chilometri”.

L’aspettativa di vita della Guinea Bissau è molto bassa, negli anni ’90 era di 42 anni, oggi circa 57 anni, e l’età media è intorno ai 19/20 anni, è un Paese molto giovane. “Nel pomeriggio andavamo in giro per le tre vie di Farim a visitare gli anziani, che chiaramente non conoscevano la loro età, ed erano pochi”.
“A Farim non c’è veramente nulla e per riempire l’armadietto dei medicinali, e per farlo bisogna andare a Bissau in Farmacia, bisogna solo attendere le offerte della Chiesa Cattolica e del Centro Missionario. Lì purtroppo devono chiedere qualcosa a tutti, e ognuno dà quello che può. In tanti non si fanno curare non avendo nulla, anche se Benoit cerca sempre di dare una cura o un farmaco gratuitamente, soprattutto a quelli che arrivavano da lontano”.

Una esperienza importante che, a quanto pare, segna sempre chi la prova. “Tornerò sicuramente, non so se in Guinea Bissau o dove. Ma voglio tornare in Africa” ha concluso Simone Gaifami.






Un volontario che si offre è consapevole di quello che fa, Simone e Gianluca anche questa volta hanno usufruito di 15 giorni delle proprie ferie, si sono pagati il viaggio di andata e di ritorno, per fare ciò che loro ritengono fondamentale: aiutare il prossimo ovunque sia.
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