“Secondo giorno di domiciliari forzati negli alloggi pop Aler del rhodense” ha scritto nel suo post-messaggio di denuncia Andrey Chaykin di Abbatti le barriere con i Disabili Pirata.
“Io capisco che gli impianti si guastano, però almeno una chiamata, una spiegazione sulle tempistiche, un cartellone affisso da parte della ditta Marrocco Srl?! No, nessuna informazione, al call center (al quale chiami tu) ti dicono che si è rotto un pezzo e non hanno altre informazioni di nessun tipo. Ci sono solo due tecnici su tutta la Milano con hinterland”.

“Manca chiarezza e trasparenza, mancano i pezzi di ricambio e capacità comunicativa. Nel frattempo diverse persone con disabilità e anziani italiani sono bloccati e impossibilitati nel recarsi a fare una visita medica, spesa o buttare la spazzatura. Se entro domani (oggi mercoledi 15 aprile), la situazione non si risolve, sarò costretto a farmi 4 piani di gradini a culate perché ho una visita per la piaga da decubito che attendo da 3 anni dal Servizio Sanitario Nazionale, e non posso rimandarla” ha raccontato nel suo messaggio Andrey Chaykin.
La situazione è tragica. E la storia della mancanza di un pezzo è assurda, anche se è la stessa cosa capitata all’unico ascensore a Rho Fiera, mancava un pezzo da sostituire per la riparazione e l’ascensore è stato fermo fino a settembre 2025, per circa sei mesi.
Qua si parla di libertà di spostamento e di mobilità, un disagio percepito da molti, ma forse solo dalle persone che lo subiscono e non da chi conta, altrimenti il problema non sussisterebbe.
Benvenuto PEBA 2026.
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