RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. I gruppi di opposizione Gente di Rho, Lega, Fratelli d’Italia, Centrodestra Rho, Siamo Rho e Forza Italia non aderiranno alla manifestazione indetta per il 3 ottobre da comitati e altri gruppi per protestare contro i datacenter.

La nostra posizione è semplice: non chiediamo di bloccare i data center in quanto tali. Chiediamo che Rho non subisca le trasformazioni del proprio territorio, ma le governi.

Sviluppo e investimenti sì, ma con una visione complessiva della città, con attenzione alla localizzazione, agli impatti cumulativi, alla qualità della vita dei residenti e alle ricadute concrete per la comunità.

Il progetto di via Moscova riguarda una grande area industriale dismessa, interessata da un importante intervento di rigenerazione, ma collocata a poche decine di metri da abitazioni esistenti.

È quindi legittimo interrogarsi sulla specifica localizzazione e sugli effetti che un insediamento di queste dimensioni potrà avere sul quartiere.Riteniamo altrettanto legittimo chiedere se, prima di arrivare alla scelta del data center, siano state concretamente esplorate anche altre possibilità di rigenerazione e riutilizzo dell’area, vista anche la destinazione urbanistica residenziale prevista dal PGT.

C’è poi una questione di metodo che riteniamo altrettanto importante. Ricordiamo che il piano attuativo è stato adottato dalla Giunta il 6 agosto, senza che il Consiglio comunale fosse stato realmente preventivamente in una discussione su un intervento di questa portata.

Sappiamo che l’iter amministrativo prevede competenze e passaggi specifici, ma riteniamo che una scelta destinata a incidere in modo significativo sull’assetto del territorio avrebbe meritato un confronto politico e istituzionale più ampio prima dell’adozione del piano. Anche perché, a quanto ci risulta, le interlocuzioni con la società specializzata nell’edilizia industriale erano già iniziate nel 2024.

Abbiamo altresì fiducia negli organismi tecnici competenti a livello governativo e regionale affinché valutino l’effettivo impatto ambientale del progetto, prescrivendo le opportune varianti o addirittura bocciando l’intero intervento.

Ma questo non esaurisce la responsabilità politica del Comune: rimangono infatti le questioni urbanistiche, la localizzazione, gli effetti cumulativi sul territorio e le condizioni che l’amministrazione intende porre a tutela della comunità.

È proprio su questi temi che i nostri gruppi politici stanno presentando le osservazioni al piano e riteniamo necessario un confronto più ampio per capire se sul territorio di Rho potranno arrivare altri insediamenti di questo tipo.

Occorre chiedersi quale sia l’impatto complessivo che una concentrazione di grandi data center può produrre sul territorio e quale strategia urbanistica e ambientale la città intenda adottare per l’utilizzo delle significative risorse di mitigazione previste nel piano. Fondamentale che tutti gli interventi abbiano priorità sede nei pressi del centro dati.

Riteniamo inoltre positivo che, anche a seguito delle sollecitazioni provenienti dai cittadini e dalle nostre forze di opposizione, l’Amministrazione abbia prorogato al 12 ottobre il termine per presentare osservazioni e abbia anticipato l’assemblea pubblica per il 5 ottobre, a cui noi parteciperemo.

È la dimostrazione che il confronto può e deve essere utile, soprattutto quando si tratta di interventi di questa rilevanza.

Se il progetto verrà autorizzato, chiediamo già ora che tutte le misure di mitigazione e compensazione da milioni di euro siano definite attraverso un confronto trasparente con il quartiere e con il Consiglio comunale, affinché le esigenze dei residenti siano considerate concretamente e non soltanto a posteriori.

Seguici anche su IG @ilrhodense.it