Nella nottata del 29 gennaio 2025, durante il Consiglio comunale si è tenuta l’approvazione dello Statuto del “Parco Agricolo Sud Milano” ai sensi della Legge Regionale n.29 del 13 dicembre 2022.
Il punto è stato presentato brevemente dal sindaco Andrea Orlandi, spiegato dal consigliere Giuseppe Caronni, che dopo aver raccontato la biodiversità del territorio nel Parco e dato i numeri di quanto si trova nella zona nella cintura est-sud-ovest di Milano, tra mulini, cascine e abbazie, ha sottolineato l’interesse di Rho all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, la zona dei Fontanili: “Il Comune di Rho ha 202 ettari all’interno del Parco, 0.43% di tutto il Parco, non è tantissimo, però la zona inclusa è la riserva naturale del Parco dei fontanili, all’incirca 103 ettari tra i comuni di Rho, Cornaredo, Settimo Milanese, Milano e Pero, una rilevanza importante”. Il Comune di Rho contribuirà al Parco con 20 centesimi di euro per abitante.
Il Nuovo Statuto prevede un nuovo Consiglio direttivo composto da 11 “enti o persone”, a cui si aggiungono senza diritto di voto rappresentanze di agricoltori, di associazioni ambientaliste, di promotori del territorio, dei distretti agricoli, e dei fornitori di servizi turistici.

Su questo punto Potere al Popolo Rho attraverso un Comunicato stampa dice la sua: “Nella notte di mercoledì 29 gennaio il Consiglio Comunale ha approvato con voto unanime l’adozione del nuovo statuto del Parco Agricolo Sud Milano. Un voto bipartisan, ulteriore conferma che le dinamiche rhodensi non sono semplicemente locali, ma guardano anche Lombardia, Italia ed Europa. In una “corrispondenza di amorosi sensi” tra centrodestra e centrosinistra, avrebbe detto il poeta, corre noi l’obbligo di portare in città il dibattito venuto meno”.
” Con la modifica dello statuto del Parco, regione Lombardia e Città Metropolitana entrano di prepotenza nella struttura che negli anni ha costruito argini all’espansione urbana e infrastrutturale del milanese. La differenza tra quest’area e altre è evidente, basta guardare una cartina. Chiunque può logicamente presumere che fatta la tangenziale est esterna, ora si vorrà chiudere l’anello fino a Malpensa con quella ovest attraverso il parco agricolo. Non abbiamo assistito neanche a nessuna discussione su vincoli di salvaguardia contro il consumo di suolo, la tutela del patrimonio arboreo contro la recente moda del “taglio tanto poi ripianto da un’altra parte” o sulla valorizzazione delle buone pratiche agricole”.
“La domanda da porsi era semmai quella di come l’ente potesse restare in mano a chi lo vive tutti i giorni e da esso si relaziona con la metropoli in un rapporto paritario. Cosa significa un parco agricolo, il più grande d’Europa, a ridosso di una grande città? Quali pratiche la città impara dal territorio? Lo vive come un’appendice di sé stessa o come un luogo da rispettare e preservare al di là del profitto? Varietà e peculiarità dell’economia e della storia del territorio o comoda gita fuori porta? Luogo di rassicuranti pantomime green o di cui rispettarne tempi, pratiche e tradizioni?”
“E pensare che non occorre essere anziani per ricordare come anche Rho un tempo fosse separata da Milano da una cintura verde. E invece abbiamo assistito solo a tanto immotivato entusiasmo con le solite frasi fatte di “maggiore efficienza e operatività”. Neanche il minimo dubbio sulla pericolosità di portarsi in seno chi conosce più la metropoli onnivora che le piccole comunità del parco, oggi più sole contro le ruspe che si presenteranno in giacca e cravatta a srotolare progetti”.
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