Un successo strepitoso, e oserei dire inaspettato, quello ottenuto dagli studenti del liceo Majorana di Rho nella mattinata di mercoledì 26 marzo all’Auditorium Testori del Palazzo Regionale durante la Giornata regionale dell’impegno dedicata alle vittime di mafia.

Gli studenti Gabriele Merli 4^H, Andrea Papucci 3^I, Matteo Cipollini 3^F e le studentesse Eleonora Pronti 5^L e Irene Scardovelli 5^H, hanno portato in scena la dolorosa storia di Piero Carpita, un 46enne portinaio di una palazzina a Bresso con la piece teatrale “Non doveva andare cosi”, tecnico lo studente Gabriele Cartillone 4^G.

“Era il 15 settembre 1990 alle 15, quando Piero, uscendo dal Bar Roma, fu colpito a morte per caso insieme a Luigi Recalcati, un signore più anziano che passava in bicicletta. In quel momento purtroppo era in programma un regolamento di conti tra criminali ‘ndranghetisti e camorristi che si contendevano all’epoca il territorio, in questa occasione le vittime innocenti furono Piero e Luigi”.

In una sala gremita di tantissimi studenti era presente anche la figlia di Piero, Emanuela Carpita, molto emozionata e colpita dallo spettacolo messo in scena dalle giovani e dai giovani studenti del Liceo Majorana di Rho, a tal punto che alla fine dello spettacolo in un fiume di lacrime dal palco ha voluto ringraziare gli studenti attori i quali hanno saputo portare all’attenzione del pubblico non solo il dolore di questa vicenda ma anche la conoscenza dei fatti criminali che sono accaduti in quel periodo.

Lo spettacolo nasce da un’idea della professoressa Clelia La Palomenta, presidente della commissione temporanea Antimafia e Legalità del Comune di Rho, che da anni collabora con le scuole per fare incontrare gli studenti con i familiari delle vittime di mafia per far conoscere le loro storie e fare memoria.

Tre mesi fa è arrivata la proposta di Regione Lombardia di partecipare alla giornata regionale dell’impegno, a cui il Liceo Majorana ha aderito con piacere e dopo 3 mesi di prove molto intense, la bozza della professoressa Clelia è diventata una vera e propria sceneggiatura sotto la regia del giovane attore Gabriele Merli.

I 5 ragazzi sono entrati nei personaggi con grande professionalità e si sono avvalsi anche del supporto di audio e video da loro preparati che hanno reso ancora più forte le scene. Con loro lo studente Gabriele, con la funzione di tecnico, e il professore di Educazione Civica Leonardo Collica che ha seguito le prove tutti i giovedì pomeriggio insieme alla professoressa Clelia La Palomenta.

Emanuela Carpita ha incontrato a scuola nel mese di febbraio le classi coinvolte per avvicinarli di più alla sua storia: lei aveva solo 4 anni quando il padre è stato ucciso ma Piero è vivo nella Memoria di tutti grazie all’encomiabile impegno di questi studenti e studentesse che si sono immedesimati, e non solo, nel dolore di chi perde una persona cara per motivi impensabili.

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