RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. L’Osservatorio Datacenter Rho e cittadini del Comitato di Quartiere chiedono verifiche sulla convenzione urbanistica con Goodman: «Non una battaglia ideologica contro gli investimenti, ma una richiesta di trasparenza, legalità e tutela del patrimonio pubblico».

Rho, 9 ottobre 2026 – L’Osservatorio Datacenter Rho e cittadini promotori del Comitato di Quartiere presenteranno un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Lombardia, chiedendo di verificare possibili irregolarità nella determinazione degli importi economici e degli obblighi previsti per la realizzazione del Data Center nell’area ATU4 di via Moscova e Corso Europa a Rho.

Al centro della segnalazione vi è la deliberazione della Giunta comunale n. 150 del 6 agosto 2026, con la quale è stato adottato il Piano Attuativo relativo all’insediamento di un Data Center hyperscale da 90 MW, proposto dalla società Goodman Olimpia Logistics Italy S.r.l.

Oltre il 92% delle aree pubbliche monetizzato a 90,40 euro al metro quadrato

Il progetto prevede una dotazione di 25.000 metr quadrati di aree per servizi pubblici. Di questi, soltanto 1.972,50 metri quadrati verrebbero effettivamente ceduti al Comune, mentre i restanti 23.027,50 metri quadrati, pari a oltre il 92% della dotazione, sarebbero monetizzati.

Il valore stabilito da una perizia effettuata dai progettisti, e non verificata da un perito terzo, è di 90,40 euro al metro quadrato, per un importo complessivo di circa 2,08 milioni di euro.

Nell’esposto vengono richiamate rilevazioni immobiliari relative ad aree produttive e logistiche lungo Corso Europa, con prezzi di offerta compresi tra 333 e 428 euro al metro quadrato.

Applicando tali valori alla superficie monetizzata, emergerebbe un differenziale economico compreso tra circa 5,6 e 7,8 milioni di euro rispetto alla somma prevista dalla convenzione.

I promotori chiedono pertanto di accertare se la valutazione adottata dal Comune rispetti l’articolo 46 della Legge Regionale Lombardia 12/2005, che stabilisce precisi criteri per la monetizzazione delle aree destinate a servizi pubblici.

Il confronto economico proposto nell’esposto rappresenta una stima indicativa, da verificare attraverso un’analisi indipendente dell’effettiva comparabilità dei terreni, dell’utilità economica conseguita dall’operatore e dei costi di acquisizione di aree sostitutive.

Contributi compensativi e garanzie: ulteriori aspetti da chiarire

L’esposto segnala anche altre possibili criticità nella convenzione urbanistica.

In particolare, viene evidenziato che il contributo compensativo previsto per l’insediamento, pari a 2,5 milioni di euro, non comprenderebbe le maggiorazioni per IVA, spese tecniche e altre voci del quadro economico che, secondo i promotori, sarebbero richieste dall’articolo 23-bis delle norme urbanistiche comunali.

La sola maggiorazione del 22%, qualora effettivamente dovuta, corrisponderebbe a ulteriori 550.000 euro.

Viene inoltre segnalata l’assenza, nello schema di convenzione esaminato, di uno specifico impegno alla demolizione degli impianti e al ripristino dell’area dopo tre anni di inutilizzo, come previsto dalle norme del Piano di Governo del Territorio.

Ulteriori richieste di verifica riguardano l’adeguatezza delle garanzie finanziarie poste a tutela dell’Amministrazione comunale.

Non soltanto una questione di milioni di euro, ma di interesse pubblico

Per l’Osservatorio Datacenter Rho, la vicenda non riguarda esclusivamente gli aspetti economici, ma anche le conseguenze urbanistiche e ambientali di un insediamento industriale di grandi dimensioni, destinato a sorgere in prossimità di quartieri abitati.

La monetizzazione della quasi totalità degli standard urbanistici riduce infatti la disponibilità di aree pubbliche direttamente utilizzabili per verde, servizi e opere di mitigazione ambientale a beneficio del territorio.

«Non è una battaglia ideologica contro il Data Center o contro gli investimenti privati. È una questione di rispetto delle regole e di tutela degli interessi dei cittadini di Rho. Un investimento di queste dimensioni deve garantire una corretta valorizzazione del patrimonio pubblico, compensazioni adeguate e garanzie concrete per il territorio. Non possiamo accettare che eventuali vantaggi per un operatore privato si traducano in una perdita economica o ambientale per la collettività».

La richiesta alla Corte dei Conti

Con l’esposto, l’Osservatorio Datacenter Rho e i cittadini promotori chiedono alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Lombardia di acquisire gli atti del procedimento, verificare la correttezza delle valutazioni economiche e dei contributi previsti, esaminare le garanzie convenzionali e accertare l’eventuale esistenza di un danno erariale e delle relative responsabilità.

La segnalazione interviene mentre il Piano Attuativo si trova ancora nella fase successiva all’adozione, con il termine per la presentazione delle osservazioni fissato al 12 ottobre 2026.

«Abbiamo ritenuto necessario rivolgerci alla Corte dei Conti prima dell’approvazione definitiva del Piano e della sottoscrizione della convenzione, affinché eventuali criticità possano essere accertate e corrette tempestivamente. Chiediamo verifiche indipendenti e trasparenza sulle scelte compiute, perché il patrimonio pubblico non appartiene a una singola Amministrazione, ma all’intera comunità».

L’iniziativa non intende anticipare giudizi di responsabilità nei confronti dell’Amministrazione comunale o della società proponente, ma sollecitare un approfondimento da parte degli organi competenti su questioni che i promotori ritengono di rilevante interesse pubblico.

«Lo sviluppo economico e tecnologico deve procedere insieme alla tutela del territorio, delle risorse pubbliche e della qualità della vita. È questo il principio che guida la nostra iniziativa: non chiediamo privilegi né trattamenti di favore, ma il pieno rispetto delle norme e la massima tutela degli interessi della città di Rho».

Osservatorio Datacenter Rho

Cittadini promotori del Comitato di Quartiere

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