Il modo di dire “a babbo morto” nasce in Toscana, dato l’uso del termine “babbo” e trae origine dall’abitudine degli usurai di prestare soldi ai “giovin signori” che conducevano una vita piena di vizi, con la garanzia che i debiti e gli interessi sarebbero stati saldati al momento della morte del padre quando avrebbero ricevuto l’eredità.

Di conseguenza, l’espressione indica un debito che verrà saldato in tempi molto lunghi.

Oggi il detto “a babbo morto” si usa ancora, ma indica una situazione che, più ironicamente, non avverrà mai, …nemmeno dopo un’eredità!

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