RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Sui data center l’amministrazione comunale di Rho deve assumersi le proprie responsabilità.
Le trasformazioni previste sul territorio sono il risultato di scelte politiche e amministrative ben mirate e consapevoli: chi ha sostenuto questi progetti e adottato gli atti deve spiegare alla città perché lo ha fatto e come abbia tutelato l’interesse pubblico.
Non accettiamo scaricabarile verso Regione e Governo. La necessità di una programmazione sovracomunale e di regole più rigorose non cancella le responsabilità di chi governa Rho. Ogni amministrazione deve rispondere delle decisioni di propria competenza, delle condizioni poste agli operatori e del coinvolgimento dei cittadini.
Su interventi di questa portata, pubblicare gli atti e presentare progetti già impostati non basta. Servivano informazione preventiva, confronto sulle eventuali alternative e valutazioni complessive su consumo di suolo, energia, acqua, calore, rumore e conseguenze sui quartieri.
A nostro giudizio, l’amministrazione ha mortificato la partecipazione democratica, costringendo cittadini e comitati a rincorrere documenti e procedimenti.
Per questa gestione politica chiediamo le dimissioni dell’assessore Marini.
Le questioni sollevate nell’esposto alla Corte dei conti sul progetto di via Moscova, nell’ATU4, rendono ancora più urgente fare chiarezza: monetizzazione delle aree destinate a servizi, valutazioni economiche, compensazioni e garanzie riguardano il patrimonio dell’intera comunità.
L’eventuale danno erariale dovrà essere accertato dagli organi competenti e la responsabilità politica delle scelte deve essere affrontata adesso.
Il nostro giudizio riguarda anche altre trasformazioni della città: dall’ATU8, l’area ex Rotoincisa ed ex CMR lungo Corso Europa, alla distinta operazione sull’area ex Diana de Silva, che comprende il teatro e gli interventi immobiliari e gli enormi palazzi in fase di realizzazione collegati.
Su entrambe chiediamo conto del rapporto tra opportunità riconosciute ai privati e benefici concreti per la collettività.
La trasformazione dell’ATU8, dell’area ex Diana de Silva, e gli enormi palazzi realizzati su Corso Europa pongono precisamente questa domanda: che cosa ha ottenuto la città in rapporto alle opportunità edificatorie riconosciute ai privati? Il recupero delle aree dismesse deve essere valutato attraverso i benefici concreti per chi abita Rho.
Anche la vicenda del Teatro Roberto de Silva, già contestata da noi negli anni passati, richiama questo modello. Un’opera realizzata a scomputo degli oneri di urbanizzazione, dentro una più ampia operazione immobiliare, deve essere raccontata per ciò che è: una scelta sull’impiego di risorse dovute alla città. Presentarla come un semplice “dono” sottrae al confronto pubblico le priorità, le alternative e il rapporto tra vantaggi privati e benefici collettivi
Oggi Rho ha bisogno di case accessibili, alloggi popolari, servizi e tutela dell’ambiente. Il caro affitti allontana famiglie, giovani e lavoratori, compresi insegnanti e personale sanitario. È a questi bisogni che devono rispondere le trasformazioni urbanistiche.
Chiediamo quindi le dimissioni dell’assessore Marini e il ritiro della deliberazione di Giunta n. 150 del 6 agosto 2026, relativa all’adozione del Piano Attuativo ATU4 di via Moscova. Chiediamo al sindaco e alla Giunta di fermarsi, rispondere pubblicamente delle scelte compiute e cambiare direzione.
Errare humanum est, perseverare diabolicum.
Firmato Pittella Mario, Partito della Rifondazione Comunista Circolo di Rho
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