RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. In questi mesi, sin dalla nascita dell’Osservatorio Data Center – Comitato Rhodense, il Circolo di Rifondazione Comunista di Rho ne ha sostenuto con convinzione i principi ispiratori: la difesa della salute, dell’ambiente e del territorio e un’idea di città fondata su vivibilità, sostenibilità e benessere della cittadinanza.
Oggi, di fronte alle scelte dell’Amministrazione comunale, riteniamo ancora più necessario sostenere la mobilitazione che sta crescendo sul territorio.
L’approvazione dell’ATU 4, avvenuta nel mese di agosto, rappresenta a nostro avviso una scelta grave, assunta senza un adeguato confronto con la cittadinanza e senza quella trasparenza e partecipazione che dovrebbero accompagnare decisioni destinate a incidere profondamente sul futuro della città.
E viene spontaneo chiedersi: che senso ha convocare un’assemblea pubblica il 12 ottobre, quando le decisioni vengono assunte prima, senza un reale coinvolgimento dei cittadini?È proprio per questo che riteniamo fondamentale scendere in campo e sostenere tutte le iniziative territoriali capaci di riaprire una discussione pubblica e democratica sul futuro di Rho.
Come Rifondazione Comunista saremo quindi presenti e parteciperemo convintamente all’iniziativa promossa dall’Osservatorio Data Center Rhodense per sabato 12 settembre nel quartiere San Michele–San Martino.

Allo stesso modo, daremo la nostra piena disponibilità a costruire, insieme alle realtà associative, ai comitati e ai cittadini, una mobilitazione ampia, unitaria e partecipata, a partire dal corteo cittadino del 3 ottobre, lanciato nell’assemblea svoltasi presso gli spazi del collettivo SOS Fornace.
Per noi queste iniziative non rappresentano soltanto una protesta contro un singolo progetto. Rappresentano la richiesta di cambiare metodo: sulle grandi trasformazioni urbanistiche e ambientali che riguardano Rho, i cittadini devono poter conoscere, discutere e incidere sulle decisioni che riguardano il loro territorio.
UNA MORATORIA PER APPLICARE IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
Da mesi chiediamo una moratoria sui nuovi Data Center e l’applicazione concreta del principio di precauzione, previsto dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006, artt. 3-ter e 301) e riconosciuto dal diritto europeo.
Quando esistono potenziali rischi per l’ambiente e la salute pubblica, le istituzioni non possono limitarsi ad autorizzare gli interventi e affrontarne successivamente le conseguenze.
Prima bisogna fermarsi, studiare e valutare.
È necessario conoscere gli effetti cumulativi della concentrazione di queste infrastrutture nel Rhodense: consumo di suolo e acqua, fabbisogno energetico, emissioni, rumore, calore prodotto e impatto complessivo sulla qualità ambientale e sulla vivibilità dei territori.
Il principio di precauzione deve quindi diventare uno strumento concreto nelle mani delle istituzioni locali per prevenire i rischi, chiedere ulteriori valutazioni e, quando ne ricorrono i presupposti, sospendere o bloccare gli interventi in attesa di adeguate garanzie.
Anche a Rho riteniamo che siano maturate le condizioni per una scelta di responsabilità.
La moratoria che proponiamo non è un “no” ideologico ai Data Center. È una richiesta di responsabilità istituzionale.
Significa fermarsi il tempo necessario per comprendere gli effetti complessivi di queste infrastrutture, definire regole certe e costruire una pianificazione capace di tenere insieme innovazione, sostenibilità e interesse collettivo.
Rho ha già sostenuto importanti trasformazioni nell’interesse dell’intera area metropolitana. Ora chiediamo che il futuro della città non venga deciso dall’alto, ma attraverso prudenza, trasparenza, partecipazione e applicazione del principio di precauzione.
Per questo saremo in piazza il 12 settembre e il 3 ottobre. Perché il futuro di Rho riguarda tutti e deve tornare nelle mani dei suoi cittadini.
Firmato Pittella Mario, Partito della Rifondazione Comunista Circolo di Rho.
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