1995-2025. E’ questo il lasso di tempo trascorso da quando il noto pittore e artista rhodense Franco Baraldi è deceduto, precisamente l’8 novembre 1995.
Trenta anni sono un ottimo motivo per farne una celebrazione. Ricordare il grande artista nostro concittadino è un dovere per chi lo ha conosciuto ed è un diritto per le nuove generazioni, perché oggi tutti noi possiamo solo imparare dal lascito artistico di Franco Baraldi.
Il Rotary Club Milano Rho Fiera Centenario ha voluto, nella serata di lunedì 17 febbraio 2025, cogliere questa opportunità, quella di ricordare Franco Baraldi, in una serata molto partecipata dai soci, in cui il figlio Marco Baraldi, socio del sodalizio rotariano, ha attraverso immagini e parole ricordato il padre e il suo percorso artistico da sempre improntato su temi sociali. “Indubbiamente mio padre è sempre stato dalla parte del popolo, dei più deboli, dalla parte di chi lavora, di chi deve cercare di avere un futuro migliore”.

“Mio papà è conosciuto e ricordato come il pittore delle fabbriche e delle biciclette. Ma nelle sue nature morte vediamo presenti le zucche, che le ricordavano il suo periodo dell’infanzia passato nel mantovano, quando all’età di sei anni rimasto orfano di madre fu trasferito dalle zie perché qui nessuno poteva curarlo, e i girasoli, simbolo di speranza e di vita” ha raccontato Marco Baraldi prima di elencare le varie mutazioni artistiche che hanno caratterizzato il suo percorso.

Franco Baraldi nasce a Rho nel 1929 in una casa di cortile in via Livello, il padre era operaio alla Montecatini, rimasto vedovo mandò il figlio nel mantovano, da dove Franco tornò dopo aver finito le scuole dell’obbligo. Tornato a casa trova lavoro a Cornaredo come garzone del fornaio, il quale aveva anche un forno a Macugnaga, dove venne mandato il giovane Franco ad aiutare nel lavoro, “ed è qui che nel tempo libero, dopo aver trovato dei fogli e un carboncino, comincia a disegnare i paesaggi montani e gli oggetti, probabilmente scoprendo di avere una dote naturale. Quando torna a Rho va a fare molte lezioni da una insegnante, una certa Franca Barazzi, la quale gli dà le prime nozioni, e vedendo che c’era la mano e la volontà lo indirizza verso l’Accademia d’Arte di Cantù. Lì inizia dei corsi fino a quando non riesce ad iscriversi all’Istituto Superiore dell’Arte del Castello Sforzesco di Milano, dove rimane influenzato da esponenti del chiarismo italiano, come Vernizzi e Manara. Esce dall’Istituto con un diploma e un premio di una esposizione interna”.
Un percorso artistico che inizia ufficialmente nel 1954 con una mostra personale e il Primo Premio nella Città di Rho, a cui seguiranno altre mostre personali e collettive nel territorio e non solo, e tanti premi, tra i quali ricordiamo nel 1968 la Targa “Il popolo di Rho” alla mostra il Pomero, nel 1971 medaglia d’oro Pittura Contemporanea di Garbagnate Milanese, nel 1975 Oscar Artisti Hotel Michelangelo Milano, sempre nel 1975 targa per meriti speciali al X Premio Internazionale di Pittura “il Mondo d’Oggi 1975”. Si segnalano molte mostre collettive internazionali, a Madrid, New York, Basilea e Nizza. Tante delle sue opere si trovano in Gallerie, collezioni private e pubbliche, sia in Italia sia all’estero.

Franco Baraldi è considerato uno dei maggiori esponenti del “Realismo lombardo”, una corrente pittorica che affonda le sue radici nell’osservazione della realtà di tutti i giorni, oltre a essere pittore era anche scultore e scrittore.
“Pensiero sulla vita” di Franco Baraldi
La vita va vissuta con umiltà
ed onestà, dando il meglio di noi
stessi per migliorare la società che
ci circonda, rendendola più vera
e sincera.
Immagini tratte dal libro Franco Baraldi “Mostra antologica”. Città di Arese Assessorato alla Cultura del 1990.
Immagine in evidenza il presidente Francois Roveyaz e il socio Marco Baraldi.
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