I recenti progetti di trasformazione urbana nell’area del comune di Rho prefigurano una città sensibile agli interessi della speculazione immobiliare e con un’offerta di case indirizzata ai ceti medio alti.

Nell’area ex CMR il progetto presentato a settembre 2024 prevede un’area, Atu8, che prevede 5 palazzine da 11 piani e 2 torri da 21 piani (tra l’altro senza alcun rispetto verso un’area di pregio e simbolica per la città come quella della vicina Villa Burba).

Inoltre, il poco verde previsto appare tutto orientato alla fruizione da parte dei futuri abitanti senza alcun riguardo all’uso pubblico del verde in un’area che dovrebbe invece collegare il parco Europa e la villa Burba da una parte con le aree verdi intorno a villa Scheibler dall’altra: che fine ha fatto la promessa elettorale della maggioranza di centro sinistra in merito al “consumo zero di territorio”?

Non può certo essere accettabile neanche il pretesto che la proprietà abbia dovuto sostenere alti costi per la bonifica dell’area in quanto la relazione finanziaria del giugno 2024 della proprietà stimava un costo di 4 milioni di euro circa per la bonifica dei due lotti a fronte di un ricavo previsto di circa 148 milioni di euro.

Lo ribadiamo ancora una volta: la vera emergenza a Rho riguarda il diritto alla casa ed è compito dell’amministrazione dare una risposta diretta senza delegare la questione abitativa al mercato libero.

Di norma deve sempre essere previsto, in caso di investimenti di tale portata, almeno il 15% di appartamenti ad uso pubblico per le fasce sociali che non possono permettersi affitti o acquisti di case nel libero mercato.

La costruzione di nuove case popolari (in aree dismesse o dove si è già costruito in passato e senza sottrarre ulteriori spazi verdi alla comunità) ma anche la manutenzione e la cura di quelle esistenti devono essere al centro dell’intervento della nostra amministrazione comunale.

Anche il progetto, ancora tutto da definire, del nuovo studentato nell’area dello “Steccone”, il magazzino della ex Muggiani, avrà un senso e una dignità se non verrà affidato interamente al libero mercato, cosa che invece avverrà se l’operazione immobiliare dovesse essere affidata alla Invimit (società a partecipazione pubblica che opera per rilevare spazi e strutture dagli enti locali per ricollocarli sul mercato immobiliare privato).

L’emergenza casa è sempre più avvertita da molti cittadini come il problema principale della nostra area. Non è più accettabile far finta di non vedere il problema e continuare ad affidarsi al libero mercato ma occorre investire molte più risorse per il diritto alla casa per tutti.

Partito della Rifondazione Comunista circolo di Rho.

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