Lungo il sentiero che da via Mattei a Rho, mi portava alla FESTA DEL PLIS presso i Fontanili Serbelloni ho visto qualche pianta aggredita dalla Cocciniglia dai filamenti cotonosi, e proprio come queste piante fuori dalle strade principali e lontane dagli occhi, ho avuto segnalazioni da parte di studenti universitari che si recano in Stazione ferroviaria, che ci sono anche altre piante nelle stesse condizioni lungo la via De Amicis, come in altre zone della città.
La Cocciniglia dai filamenti cotonosi, Takahashia japonica, è facilmente riconoscibile grazie ai caratteristici ovisacchi bianchi, cotonosi e a forma di anello che possono raggiungere i 7 cm di lunghezza. Questi ovisacchi sono composti da sostanze cerose, contengono migliaia di uova di colore aranciato e sono generalmente attaccati, a diverse altezze, ai rami delle piante ospiti o in prossimità dei tagli di potatura.
L’Ufficio Verde del Comune di Rho, come riportato in un Comunicato del 4 maggio, ha sotto controllo la situazione e chiarisce quanto segue: “La distribuzione dell’infestazione, che sul territorio si manifesta con una presenza disomogenea e a tratti concentrata, è riconducibile alla selettività dell’insetto. Alcune specie arboree vengono infatti attaccate in modo preferenziale, determinando livelli di infestazione significativamente più elevati nelle aree in cui tali essenze risultano maggiormente presenti. Le specie maggiormente colpite sono: aceri (in particolare Acer pseudoplatanus), albizia (Albizia julibrissin), albero di giuda (Cercis siliquastrum), carpino bianco (Carpinus betulus), gelso nero e bianco (Morus nigra e Morus alba), bagolaro (Celtis australis), liquidambar (Liquidambar styraciflua) e olmi (Ulmus)”.
Il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia raccoglie le segnalazioni di T. japonica tramite l’app FitoDetective ed ha elaborato una nota per la gestione delle infestazioni (disponibile come allegato al fondo di questa pagina o cliccando a questo link).
Per informazioni scrivere a infofito@regione.lombardia.it
Seguici anche su Ig @ilrhodense.it