RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Siamo un gruppo di cittadini che osserva la creazione dei Data Center in Italia, e in particolare in Lombardia e nella provincia di Milano, come un precesso dallo sviluppo assolutamente irrazionale.

Il tema e le problematiche connesse sono ormai all’ordine del giorno, tanto che i principali gruppi interessati stanno insistendo nel propagandare gli aspetti positivi rappresentati dallo sviluppo tecnologico e l’Intelligenza Artificiale per i quali i Data Center sono una infrastruttura indispensabile.

Abbiamo un approccio positivo al progresso tecnologico, ma vogliamo ricordare che questi centri di elaborazione dati incrociano anche informazioni sensibili per la privacy, strumenti di sorveglianza sociale e applicazioni militari in un quadro di competizione geopolitica. Siamo per una tecnologia al servizio del bene comune, affinché le tecnologie soddisfino reali esigenze sociali ed ecologiche e non profitti speculativi e il rafforzamento del potere di pochi miliardari.

Pensiamo altresì che lo sviluppo non possa prescindere dalla trasparenza, dalla tutela dell’ambiente e del territorio, dal non far ricadere sulla collettività il prezzo del profitto di grandi gruppi.

L’esperienza internazionale non è priva di elementi critici: potenziamento energetico e costi delle bollette, consumo di acqua e isole di calore, inquinamento acustico e ambientale.

A Rho è in progetto in via Buonarroti un Data Center di Amazon. Una struttura di 6 edifici per 1,5 milioni di metricubi, una potenza stimata di oltre 70 MW (ben superiore al consumo dell’intera città), generatori di emergenza a gasolio (circa 1 milione di litri) per 293 MW di potenza.

La stessa regione Lombardia ha espresso significative perplessità e subordinato l’autorizzazione del progetto ad approfondimenti, integrazioni e mitigazioni ambientali in merito a emissioni atmosferiche, inquinamento elettromagnetico, gestione delle acque, bonifica del sito, recupero di calore, efficientamento energetico.

Si aggiunga che il proliferare in zona di Data Center implica una valutazione complessiva delle capacità residue del territorio a sostenere questi siti. Non solo, la giunta comunale, in una risposta ufficiale, ha affermato che la proprietà dell’area ex NILIT di via Moscova ha presentato richiesta di realizzare un ulteriore Data Center e che nell’adiacente area verde è in essere istruttoria per un parco fotovoltaico.

Abbiamo dunque istituito un “Comitato Rhodense dell’Osservatorio Data center” e promosso una petizione popolare per chiedere tutela della salute, rispetto dei limiti, introduzione di vincoli, prescrizioni e compensazioni, nonché valutazioni sul proliferare di questi siti nel Nord Ovest di Milano.

Lanceremo questa campagna e raccoglieremo le firme domenica 31 maggio in Piazza San Vittore a Rho dalle ore 10.00 alle 12.30

COMITATO RHODENSE OSSERVATORIO DATA CENTER

comitatodatacentrho@libero.it

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