RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Questa mattina, attivisti della campagna RiAbitareRho hanno esposto uno striscione con scritto “Rho is not for rent” davanti all’Expo Residence di via Pace 23, struttura oggi promossa per l’ospitalità di breve periodo.

L’azione è stata una denuncia pubblica contro la turistificazione e contro la trasformazione delle case in strutture ricettive. Gli attivisti hanno mostrato anche cartelli con slogan, con su scritto “Salviamo Rho dagli AirBnb”, “L’affitto breve desertifica Rho”, “+ abitanti – turisti”, e hanno spiegato, “armati” di megafono, ai passanti le ragioni della protesta.

BNBOOK, che gestisce l’Expo Residence, propone servizi di gestione per mettere a reddito immobili e dichiara un guadagno “maggiorato dal 35% al 50%” rispetto all’affitto tradizionale.

L’edificio di via Pace è stato costruito nel 2007, avviato con affitti tradizionali e poi convertito alla ricettività con Expo 2015. A Rho BNBOOK gestisce anche un altro
residence, con 11 unità (10 monolocali e 1 bilocale), e 25 appartamenti. Sul sito del gruppo si legge inoltre che gli appartamenti complessivamente in gestione sono 180.

A Rho i posti letto extra‑alberghieri (1.713) superano quelli alberghieri (1.241) e, dentro l’extra‑alberghiero, il blocco “Case e alloggi privati” pesa per 1.399 posti letto. In pratica, è lo stock abitativo che si muove verso il breve periodo. Questo produce un effetto sostituzione: meno case per chi vive e lavora qui tutto l’anno, più pressione sui canoni, più competizione per chi cerca un affitto stabile.

In queste ore, mentre partono le prime competizioni e si entra nella settimana di apertura ufficiale dei Giochi, segnaliamo il legame tra grande evento e rendita. Quando l’orizzonte diventa l’ospite temporaneo, la casa smette di essere un diritto e diventa un asset.

L’azione di oggi si inserisce nelle iniziative diffuse lanciate dal CIO – Comitato Insostenibili Olimpiadi.

Prossimo appuntamento: il corteo del
7 febbraio contro le Olimpiadi e contro la città messa a profitto.

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