Un anno di buio pesto, torce dei cellulari accese per evitare di cadere nel fiume Olona e una rabbia che cresce giorno dopo giorno. È la condizione in cui sono costretti a vivere i residenti dei quartieri San Michele e San Martino, in particolare nella zona di via Don Valentino Rigamonti e del relativo ponte. Da quasi dodici mesi, tra i sei e gli otto lampioni del ponte sono completamente spenti, trasformando un tratto stradale quotidiano in un percorso ad ostacoli e a rischio sicurezza.
La scoperta: corrente staccata per evitare allacci abusivi
Dopo le ripetute segnalazioni inviate tramite la piattaforma comunale Comunichiamo, i cittadini sono stati reindirizzati a HeraLuce per capire l’origine del disservizio. La risposta ha dell’incredibile: il distacco dell’illuminazione pubblica non è dovuto a un guasto tecnico improvviso, ma a una decisione presa in accordo tra l’Ufficio Tecnico del Comune di Rho e la Polizia Locale. Lo scopo? Impedire agli occupanti abusivi della ex fabbrica di vernici Milesi, situata proprio a ridosso della via, di allacciarsi illegalmente alla rete elettrica cittadina.
La soluzione tampone individuata dalle autorità prevede il ripristino della luce solo dopo la completa demolizione dello stabile dismesso. Nel frattempo, però, a pagare il prezzo di questa misura sono i cittadini solventi.
Il contrasto con le Grandi Opere
A fare da amplificatore alla frustrazione degli abitanti è il forte contrasto tra i tempi della burocrazia per i servizi essenziali e quelli dedicati ai grandi investimenti. Se per riaccendere una manciata di lampioni e garantire la sicurezza pedonale ci vogliono mesi – se non anni –, la Giunta comunale ha approvato con estrema rapidità la realizzazione di un imponente Data Center a pochissimi metri di distanza dalla zona al buio.
Sicurezza e incolumità a rischio
Camminare o pedalare lungo via Don Rigamonti di sera è diventato un pericolo reale. Oltre al rischio di aggressioni o episodi di microcriminalità favoriti dall’oscurità, la preoccupazione principale riguarda l’incolumità fisica: il fondo stradale sconnesso, i marciapiedi irregolari e soprattutto la vicinanza al corso del fiume Olona rendono ogni passaggio al buio una scommessa al limite del baratro.
Gli abitanti chiedono risposte immediate e interventi straordinari: la sicurezza dei quartieri e la fruibilità degli spazi pubblici non possono rimanere ostaggio di tempi di demolizione incerti né essere subordinate alle esigenze dei cantieri limitrofi.
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