RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Da pochi giorni è stata avviata asta pubblica per la vendita di quattro appartamenti di proprietà comunale già destinati a locazione a canone agevolato.

Premesso che essendo comunali gli alloggi sono, per estensione, proprietà dei cittadini tutti, risulta alquanto incomprensibile che in una situazione di pesante crisi abitativa l’amministrazione consegni anche parte del nostro patrimonio alle leggi del mercato. Realtà per di più pienamente inserite nel contesto cittadino, che quindi offrono la possibilità di evitare la ghettizzazione delle famiglie con problemi economici.

L’emergenza abitativa è emergenza sociale nel suo insieme e una città che vogliamo sia popolare e non “glamour” deve affrontarla a tutto tondo.

Creare zone di residenziale VIP, come sta avvenendo, e aree di degrado, sono la ripetizione della logica che a Milano ha mostrato tutto il suo fallimento. Non solo, la determina in oggetto fa riferimento ad un altro provvedimento, votato dal Consiglio Comunale in febbraio, che prevede “l’alienazione di diritti edificatori (ulteriori) di aree di proprietà comunale destinate a servizi”.

Tradotto significa che il singolo cittadino può cedere parte del suo diritto a costruire solo ai propri confinanti (situazioni di entità quasi sempre estremamente modeste), mentre il comune può vendere il diritto di costruire (volumi decisamente più importanti, quindi attrattivi per grandi investitori) in qualsiasi zona della città. Tutto questo, insistiamo, reso possibile grazie ai mille cavilli di leggi e regolamenti come la fantomatica regionale 12/2005, sono il preludio per una città che diventerà sempre più invivibile per famiglie e persone semplici.

Firmato Potere al popolo – Rho

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