RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Mentre i cittadini affrontano blackout continui ecosti degli affitti insostenibili, il territorio si prepara a ospitare colossi digitali fortemente energivori.

Chi paga il prezzo?I frequenti blackout elettrici che stanno colpendo diversi quartieri di Rho non sono semplici incidenti tecnici isolati: sono il sintomo evidente di un modello di sviluppo urbano che ha smesso di mettere al centro le persone.

Il diritto all’abitare non è negato solo dall’impennata dei costi delle case e da affitti ormai inaccessibili, ma anche dall’incapacità di garantire i servizi essenziali più elementari, come l’energia elettrica.

Vivere in una casa dignitosa significa poterla pagare, ma significa anche poter accendere la luce, conservare il cibo nel frigorifero e condizionare gli ambienti durante le ondate di calore.

Negli ultimi anni, Rho ha subito una forte pressione immobiliare. I prezzi delle locazioni e delle compravendite sono schizzati alle stelle, spingendo sempre più famiglie, giovani e lavoratori fuori dal tessuto urbano o sulla soglia della povertà abitativa. Oltre al danno, però, si aggiunge la beffa: chi faticosamente riesce a pagare canoni esorbitanti,si ritrova a dover fare i conti con una rete elettrica obsoleta e al collasso, che lascia intere fette di cittadinanza al buio. Una situazione i cui disagi colpiscono ovviamente le fasce più povere e fragili della popolazione, perché l’emergenza abitativa così come la crisi climatica sono anche questioni di classe.

Il futuro rischia di essere drammatico, è ormai noto il piano di insediamento sul nostro territorio di nuovi data center: infrastrutture mastodontiche che, per funzionare e raffreddarsi, richiedono una quantità di energia elettrica spaventosa. Mentre i rhodensi sono al buio, si stende il tappeto rosso a colossi industriali che assorbiranno fette enormi di risorse energetiche, minacciando di mandare definitivamente in tilt la rete locale.

Non siamo disposti a guardare la nostra città mentre diventa invivibile per chi ci abita e iper-efficiente solo per i grandi investitori. Chiediamo con forza alle istituzioni locali un piano straordinario per il diritto all’abitare e un definitivo stop alla costruzione di impianti energivori come i data center. Vogliamo investimenti immediati sulla rete elettrica pubblica: il potenziamento e la razionalizzazione delle infrastrutture cittadine deve avere come priorità assoluta la sicurezza e la continuità del servizio per le utenze domestiche, non il soddisfacimento dei bisogni predatori dei giganti del tech.

Centro Sociale SOS Fornace

Seguici anche su Ig @ilrhodense.it