Si è tenuta nella mattinata di venerdì 4 aprile 2025 presso la Caserma dei Carabinieri in via Sandro Pertini a Rho(MI), la cerimonia solenne di svelamento della targa a Pietro Meloni, vicebrigadiere dell’Arma che, dopo l’8 settembre 1943, scelse l’opposizione partigiana al regime nazifascista nella Brigata Matteotti, venne arrestato e deportato a Flossenbürg (Germania) come oppositore politico, lì perse la vita all’interno del sottocampo di Hersbruck il 7  gennaio 1945.

Una emozionante e partecipata cerimonia, che ha avuto come protagonista il vicebrigadiere Pietro Meloni.

“Questa mattina la storia si fa presente e diventa la storia di tutti noi rhodensi, è la storia di concittadini deportati nei lager, internati nei campi di prigionia, dei partigiani torturati e assassinati con ferocia per avere scelto di opporsi alla dittatura fascista e all’occupazione nazista. Erano contro la guerra e credevano nella giustizia e nella libertà. Sono stati la parte più bella e autentica dell’Italia. Oggi non possiamo non essere preoccupati per gli orrori delle guerre ancora presenti in molte parti del mondo. Abbiamo dimenticato i giuramenti di Mauthausen e Buchenwald, dove i deportati  sopravvissuti gridarono “mai più”? La storia non può e non deve essere minimizzata. La memoria deve essere continuamente diffusa tra i giovani perché diventi una difesa contro chi vuole lo stravolgimento dei fatti. Sono trascorsi 80 anni dalla Liberazione e anche dalla morte del nonno: io e mio fratello Pietro non lo abbiamo conosciuto ma ora lo sentiamo vicino. Da Sassari venne in Lombardia, si sposò e nacquero due figli, Sergio e Giuseppe, nostro padre” ha dichiarato dal pulpito la nipote Carmen Meloni, rappresentante di Associazione Nazionale Ex-Deportati Milano, con al fianco il fratello omonimo del nonno, Pietro Meloni.

E’ stata raccontata la storia di Pietro Meloni, della vita e della morte, con parole sempre nuove ed emozionanti, parole che restano nei cuori di chi ascolta, parole intense e significative che la nipote Carmen Meloni usa e porta sempre nelle scuole di ogni ordine e grado non solo rhodensi per far conoscere la storia di nonno Pietro, e per far sì che quello che è accaduto non accada più. Tante le scuole presenti, studenti e docenti di Fondazione Clerici, I.T. Mattei, secondaria di primo grado Bonecchi (2F e 3F), la primaria Fernanda Wittgens e le classi 5^A, 5^B, 5^C della scuola primaria Salvo D’Acquisto.

La cerimonia ha visto la partecipazione del colonnello dell’Arma Massimiliano Rocco; del presidente di ANPI Rho Mario Anzani; del Sindaco Andrea Orlandi e del prevosto don Gianluigi Frova. Accanto  a loro il colonnello Emanuela Rocca, alla guida del Gruppo Carabinieri Rho, il maggiore Daniela Nuzzo, a capo della Compagnia di Rho, il luogotenente Luigi Pino e i carabinieri della stazione di Rho affiancati dai militari in alta uniforme, la prima dirigente del commissariato della Polizia di Stato Carmela Perrone, il capitano della Guardia di Finanza Maria Francesca Lattarulo, il vicecomandante della Polizia locale Marcello Riva. Presenti ANED Milano con il presidente Leonardo Visco Gilardi; ANPI Rho e altre sezioni ANPI (Baranzate-Bollate  col presidente Giuseppe Parisi; Cerro Maggiore col presidente Stefano Giudici; Abbiategrasso con la presidente Antonella Beri); le associazioni combattentistiche; familiari di deportati nei campi di concentramento; l’onorevole rhodense Fabrizio Cecchetti, il consigliere regionale Carlo Borghetti, il vicesindaco Maria Rita Vergani, gli assessori Paolo Bianchi e Nicola Violante, i consiglieri comunali Clelia La Palomenta, Vito Galliani, Uberto Re.

MEMORIA È LIBERTÀ In ricordo del Vicebrigadiere dei Carabinieri PIETRO MELONI Nato a Sassari l’11 ottobre 1906, in vita residente a Rho, in servizio presso la Stazione Carabinieri Milano Baggio, il 22 luglio 1944 venne arrestato dagli occupanti tedeschi con l’accusa di sovversione politica. Recluso nel carcere milanese di San Vittore, venne trasferito nel campo di transito di Bolzano, per essere poi deportato nel lager nazista di Flossenbürg in Germania, ove morì il 7 gennaio 1945 all’interno del sottocampo di Hersbruck.

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