Nei giorni scorsi, come ogni anno in questo periodo, a Stoccolma, si sono assegnati i premi Nobel, importanti riconoscimenti per contributi eccezionali nei campi della Fisica, della Chimica, della Medicina, della Letteratura, della Pace e dell’Economia.
Ma perché il premio si chiama “Nobel”? Il nome deriva da Alfred Nobel, imprenditore e scienziato svedese del XIX secolo, famoso per l’invenzione della dinamite e per aver istituito il premio Nobel, che ancora oggi è assegnato in base alle disposizioni da lui lasciate.Alfred Nobel (si pronuncia “Nobèl”), nato in Svezia nel 1833 e morto in Italia nel 1896, nel 1867 brevettò un nuovo esplosivo, la dinamite.
La sua invenzione però fu criticata perché potenzialmente era anche uno strumento letale, e per questo motivo negli ultimi anni visse una vita tormentata da scrupoli di coscienza. L’episodio però che innesco’ la nascita di questi premi, risale al 1988, anno in cui perse la vita il fratello Ludvig Nobel, dilaniato da un’esplosione avvenuta nel corso di un esperimento. Alcuni giornali francesi dell’epoca credendo che il defunto fosse in realtà lo stesso Alfred, annunciarono il suo decesso con toni poco benevoli, e il prematuro necrologio recitava: “Il mercante di morte è morto! Il dottor Alfred Nobel, che fece fortuna trovando il modo di uccidere più persone possibili, è morto ieri”
Questo clamoroso errore, suscitò in Alfred Bernhard Nobel il timore di essere ricordato come “mercante di morte” e per guadagnare invece l’immagine di filantropo, decise di destinare il 94% del suo patrimonio, alla nascita di un premio che prese appunto il suo nome “Nobel”.
Fino ad oggi, l’Italia ha vinto 21 Premi Nobel, distribuiti in diverse categorie: sei per la Fisica, sei per la Letteratura, sei per la Medicina, uno per la Chimica, uno per l’Economia e uno per la Pace. Il Nobel per la Pace 2025 è stato assegnato a María Corina Machado, leader dell’opposizione al Presidente Maduro in Venezuela.
Questo l’annuncio: “Il premio va ad una coraggiosa e impegnata paladina della pace, una donna che mantiene accesa la fiamma della democrazia in mezzo a un’oscurità crescente”.
Seguici anche su Ig @ilrhodense.it