Nella serata conviviale di lunedì 19 ottobre 2026 presso gli spazi del Rotary Club Milano Rho Fiera Centenario all’interno del NH Hotel in via degli Alberghi a Rho(MI), i nuovi soci del sodalizio, Marco Baraldi e Maurizio Pesenti, davanti al presidente Fabio Pasello, numerosi soci e ospiti, hanno raccontato l’inizio della loro avventura come soci del Rotary Club Milano Rho Fiera Centenario, club facente parte del Rotary International, “da oltre un secolo, uniamo culture e colleghiamo i continenti per contribuire a risolvere le sfide più complesse del mondo”.

Giovanna Sellerio madrina di Marco Baraldi, e Pietro Favaro padrino di Maurizio Pesenti.

La serata aperta come da tradizione dagli inni, italiano, europeo e rotariano, è proseguita con i saluti e i prossimi appuntamenti del club da parte del prefetto Pietro Favaro, il quale subito dopo ha lasciato la parola ai due nuovi soci, Marco Baraldi e Maurizio Pesenti, i quali tra emozione e soddisfazione hanno raccontato i loro inizi nel sodalizio.

“Sono fiero di essere entrato a fare parte di questo Club, perché oltre a promuovere iniziative importanti nel mondo, come la eradicazione della polio, effettua tanti service sul territorio, tra le quali la distribuzione di riviste nelle RSA oppure il sostegno con prodotti alimentari al Centro di Solidarietà di Rho” ha sottolineato Marco Baraldi supportato da Maurizio Pesenti, il quale ha voluto allo stesso tempo però domandare e domandarsi: “come è visto il Rotary esternamente?” e il pensiero più o meno comune è stato, come un circoletto snob, lontano e irraggiungibile per molti che non lo provano e difficilmente ne possono capire il meccanismo, questo infatti sarà il suo obiettivo da presidente del sodalizio nell’anno rotariano 2027-2028, “far conoscere e avvicinare il Rotary alle persone”.

Ma questo punto è già in mente chiaro all’attuale presidente Fabio Pasello, il quale nelle conclusioni oltre ad aver parlato di “amicizia rotariana” ha comunque ricordato che il club è tradizione, ma deve essere anche innovazione, rinnovando e migliorandone, ove possibile, tutti quei sistemi magari obsoleti e fuori moda, chiosando: “essere come siamo è un valore in sè”.

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