RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Il Circolo di Rho del Partito della Rifondazione Comunista guarda con interesse al dibattito internazionale che si sta sviluppando attorno ai grandi Data Center. In diversi Paesi e amministrazioni si stanno valutando strumenti di cautela, compresa la sospensione temporanea di nuove autorizzazioni, per approfondire gli effetti di queste infrastrutture sul territorio, sui consumi energetici, sull’ambiente e sulle comunità locali.
Non si tratta di essere contrari all’innovazione tecnologica o allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Si tratta di applicare il principio di precauzione, previsto anche dal diritto europeo, secondo il quale, in presenza di potenziali rischi per l’ambiente e la salute pubblica, è doveroso fermarsi, studiare e decidere sulla base di valutazioni scientifiche indipendenti.
Anche a Rho riteniamo che siano maturate le condizioni per una scelta analoga.
Al progetto del Data Center di via Buonarroti, già sottoposto a una procedura straordinaria di interesse strategico nazionale, si sono aggiunte le richieste di realizzazione di altri due grandi Data Center nelle aree di via Moscova e via della Mosa.
Tre grandi infrastrutture concentrate nello stesso territorio impongono una valutazione complessiva dei loro effetti sul consumo energetico, sul microclima urbano, sull’inquinamento acustico, sulla rete elettrica, sulla pianificazione del territorio e sulla qualità della vita dei cittadini.
A tutto questo si aggiunge una considerazione che riguarda la storia del nostro territorio. Rho ha già dato un contributo rilevante alle grandi trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali dell’area metropolitana milanese, ospitando negli ultimi decenni interventi di portata nazionale e internazionale come il nuovo Polo Fieristico e l’area di Expo 2015, opere che hanno profondamente modificato il territorio e inciso sulla viabilità, sul consumo di suolo e sull’organizzazione urbana.
Per questo riteniamo che oggi sia ancora più necessario valutare con attenzione l’insediamento di ulteriori infrastrutture ad alto impatto. Non è ragionevole continuare ad accumulare sul territorio rhodense funzioni strategiche senza una visione complessiva, senza una pianificazione sovracomunale e senza un’attenta valutazione degli effetti cumulativi che tali trasformazioni producono sulla qualità della vita dei cittadini.
Per il progetto di via Buonarroti il Governo ha scelto un iter straordinario. Ma per i progetti di via Moscova e via della Mosa il Comune mantiene piena responsabilità nelle proprie competenze urbanistiche e amministrative.
Come Circolo di Rho del Partito della Rifondazione Comunista chiediamo al Sindaco e alla Giunta comunale di adottare una moratoria sui nuovi Data Center, sospendendo ogni procedimento autorizzativo relativo ai progetti di competenza comunale fino a quando non saranno garantite:
• una valutazione cumulativa dei tre progetti previsti sul territorio rhodense;
• analisi indipendenti sugli impatti ambientali, energetici e sanitari;
• un confronto pubblico con cittadini, associazioni ed enti competenti;
• una pianificazione sovracomunale che definisca criteri chiari e uniformi per l’insediamento di queste infrastrutture.
Riteniamo inoltre che Regione Lombardia debba assumere un ruolo di coordinamento. La continua proliferazione di nuovi progetti dimostra che il fenomeno non può più essere affrontato Comune per Comune, lasciando le amministrazioni locali sole davanti a investimenti di dimensioni enormi.
La transizione digitale e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rappresentano una sfida decisiva per il futuro, ma non possono essere governati esclusivamente dalle logiche del mercato. È compito delle istituzioni garantire che l’interesse pubblico, la tutela dell’ambiente, della salute e del territorio prevalgano sugli interessi economici.
La moratoria che proponiamo non è un “no” ideoligico ai Data Center, ma bensì una richiesta di responsabilità istituzionale.
Significa fermarsi il tempo necessario per comprendere gli effetti complessivi di queste infrastrutture, definire regole certe e costruire una pianificazione che tenga insieme innovazione, sostenibilità e interesse collettivo.
Rho ha già sostenuto importanti trasformazioni nell’interesse dell’intera area metropolitana. Oggi chiediamo che il futuro della città sia deciso con prudenza, trasparenza e partecipazione, applicando il principio di precauzione prima di assumere decisioni destinate a incidere sul territorio per i prossimi decenni.
Pittella Mario
Circolo di Rho
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
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