La pace, chi la conosce, sa che la gioia e il dolore in parti uguali la compongono”

Il testo di oggi non è uno dei romanzi classici che recensisco settimana dopo settimana. Questo è un testo teatrale. Per me è stata una sfida perché pur essendo composto da sole 180 pagine è pregno e ricco di concetti.

Paul Claudel è un poeta e drammaturgo francese, del secondo ottocento (1868-1955); ha lasciato una vasta produzione di narrativa in prosa ma anche tanta poesia. Per me è un nome nuovo.

Ributtarsi nei testi teatrali mi ha riportato al Classico, quando leggevo le commedie di Goldoni. Questa però non si può definire una commedia a tutti gli effetti. 

Lo schema teatrale è molto semplice: 6 personaggi, 3 donne e 3 uomini che compongono due gruppi formati da tre persone. Il trio del bene dove troviamo Pietro, Anna e Violaine e il trio del male: Elisabetta, Giacomo, Mara. 

Ci sono tanti sentimenti ambivalenti in queste pagine: l’amore, il miracolo, il sacrificio, la rabbia, il pentimento, le mille scelte che i personaggi devono fare. 

Ognuno dei sei porta dentro un pezzo e un insegnamento. Ma l’insegnamento più grande lo da proprio Violaine, che per amore resuscita la figlia di sua sorella, e poi viene uccisa dalla sua stessa carne per gelosia. 

E’ un libro un po’ impegnativo, ma che lascia dentro tanto, che porta con se tanta riflessione, e che ti spinge verso la preghiera. 

Se volete leggere qualcosa di “alternativo”, ributtandovi sul teatro, questo è un buon inizio.

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