RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. “Riempire i granai e svuotare gli arsenali”. Parole sagge che paiono perdute nel tempo. Parole dove la ragione prevale sulla follia di tutte le guerre; oltre 50 nel mondo.
Purtroppo, viviamo da tempo l’epoca dove il sopruso del più forte diventa la scelta prioritaria. Morte e sangue di migliaia di vittime (soprattutto civili) diventano cronaca quotidiana, ogni volta addolcita da termini come “guerra umanitaria”, “guerra preventiva”, “guerra per esportare la democrazia”.
Diceva un nostro grande concittadino onorario come Gino Strada, purtroppo inascoltato, che per fare finire tutte le guerre servirebbe partire da coloro che le armi le producono.
Proprio per queste ragioni apprendiamo con una certa inquietudine che in una città come Rho, che si dichiara per la pace, il dialogo e la democrazia nella risoluzione dei conflitti, si sia aperta da settembre un’azienda, nelle vicinanze di Villa Burba, dove si producono tra le altre cose pure tecnologie per applicazioni militari. “Tecnologie a supporto del campo di battaglia”, leggiamo testualmente nel loro sito web visibile a tutti (Radiall Italia srl).
Come cittadini non possiamo non esprimere sgomento nel leggere parole tanto disinvolte e rabbrividiamo all’idea che da Rho possano partire componenti essenziali a macchine di morte, magari utilizzate in scenari poco noti ma egualmente letali.
All’amministrazione chiediamo un interessamento diretto nel chiedere chiarimenti sulla destinazione di questi componenti, qualora il sito rhodense risultasse coinvolto nel ramo militare di quell’azienda. Ci pare il minimo per un’amministrazione attiva nei “comuni per la pace”. Chiediamo di intervenire seriamente e far sentire la voce della nostra città, perché questa vicenda insegna che l’orrore della guerra si può celare anche dietro un banale codice ATECO “attrezzatura per cablaggi”.
Firmato Rhosso di Sera.
Immagine in evidenza dal sito Radiall Italia Srl
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