RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Come Osservatorio Data Center – Comitato Rhodense terremo domenica 12 luglio dalle 10 alle 12 in piazza San Vittore a Rho, un nuovo banchetto di raccolta firme per la nostra petizione per chiedere chiarimenti
e verifiche sul data Center previsto in via Buonarroti a Rho.

Dopo il grande successo dei due banchetti
precedenti siamo ad un passo dalle 200 firme necessarie per ottenere risposte alla nostra
petizione.

Il Data di Amazon non sarà l’unico, la nostra città è oggi attenzionata da altri due progetti. Ma andiamo per ordine, perché alcune cose vanno chiarite e denunciate: Il Data AWS (via Buonarroti) è stato dichiarato dal Governo Meloni di “prevalente interesse strategico nazionale” e pertanto è stato nominato un Commissario straordinario, il quale, come
recita la legge (DL 104 2023, art 13), “può provvedere, a mezzo di ordinanza… in deroga a ogni disposizione di legge”.

Le amministrazioni competenti hanno quindici giorni per esprimersi, decorso tale periodo “si procede anche in mancanza di pareri” e le ordinanze “sono immediatamente efficaci”.

La città deve sapere che, come già avvenuto in passato, non è da escludere un golpe agostano che metta tutti di fronte al fatto compiuto, bypassando così alcune delle richieste di chiarimenti (prevalentemente a tutela della salute e dell’ambiente) che stanno rallentando la realizzazione del progetto.

La Giunta resti vigile a tutela degli interessi
della città, ancor più in ragione del Decreto energia convertito in legge (legge 49 del 10.04.26) che prevede iter accelerati.

Tuttavia, la Giunta stessa deve dare immediatamente delle risposte in merito ad altri duenprogetti su cui questa volta ha tutti i poteri. Per via Moscova (area di 37000 mq) e via della Mosa (area di 58000 mq) sono state avanzate altre due richieste di realizzazione Data Center.

Sono due proposte recenti, non previste all’insediamento di questa amministrazione e pertanto, se approvate, rientrano nella piena responsabilità e volontà della Giunta; con buona pace di quanti dai banchi della maggioranza a dicembre affermavano che “la città ha già dato”.

Anzi, il recente dibattito in Consiglio Comunale lascia trasparire una volontà ferrea. Sono state infatti respinte osservazioni che chiedevano una distanza minima di 500 metri dalle residenze, per esempio. O addirittura, rispondendo ad una osservazione di ATS che chiedeva 3 km di separazione tra i
Data, si afferma che “tanto vale dire non vogliamo i Data Center e chiudiamola li”.

Per questo chiediamo la massima trasparenza. I cittadini hanno il diritto di sapere chi decide,
con quali motivazioni e assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità. La dichiarazione di “prevalente interesse strategico nazionale” del progetto AWS non può diventare un alibi dietro cui nascondersi. Se su quel progetto il Governo ha scelto una procedura straordinaria, sugli altri due le responsabilità politiche e amministrative restano in capo al Comune. È quindi il momento che ciascuno faccia la propria parte con trasparenza coerenza e senso di responsabilità. L’impatto di queste infrastrutture necessita standard elevati e valutazioni complessive.

Alla giunta chiediamo, con la nostra petizione, di fermarsi e ascoltare i cittadini che sempre più si oppongono a questi progetti.

Osservatorio Data Center – Comitato Rhodense

Immagine in evidenza ultimo banchetto in piazza.

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