RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Recentemente l’amministrazione comunale ha pubblicato le controdeduzioni alle osservazioni presentate in merito all’area ex CMR. Ora si può considerare come definitivo l’intervento che da mesi denunciamo come particolarmente impattante. Presto nello skyline di Rho sorgeranno due nuovi grattacieli da ventuno piani destinati ad un residenziale VIP. Le recenti vicende di Milano, che illegalità a parte hanno stravolto il tessuto sociale espellendo coloro i quali non possono permettersi i prezzi sempre più alti, pare non abbiano insegnato nulla.

Nello specifico delle risposte riservate alle nostre osservazioni vorremmo puntualizzare quanto
segue: Grazie alle nostre osservazioni le casse comunali otterranno in soli tre anni, in luogo dei dieci
previsti, un milione di euro di costo di costruzione. Tuttavia, come esplicitamente ammesso,
alla proprietà è stato concesso di evitare le opere compensative dedicate alla Villa Burba. Facoltà, ci ricorda la giunta, permessa dalla Legge Regionale 12. Vale la pena ricordare che non
si tratta di possibilità, quindi, se è lecito per la proprietà chiedere, non è obbligatorio concedere.

La legge sopracitata ci porta ad un’altra osservazione. Non abbiamo ottenuto risposta chiara a
domanda chiara, ovvero se la proprietà vanterà aumento di SLP in ragione dei nuovi appartamenti in classe energetica A. Visto il precedente punto, diverrà anche in questo caso legittimo chiedere e aspettarsi cortese risposta favorevole. Se la proprietà calcola 51000 mq di SLP di vendita in luogo dei 46000 previsti, sarebbe bene che la giunta lo chiarisse non dando per scontato che la differenza trattasi di superfici quali box, cantine e balconi.

Chiunque abbia comprato una casa sa bene che si parla sempre del calpestabile e il box è a parte. Un piano finanziario dovrebbe comprendere questa differenza. Lo scoprirà solo qualche certosino, in
barba alla trasparenza e partecipazione, quando verranno rilasciati i titoli edilizi.

Terzo argomento, non meno importante perché svela la filosofia dell’intervento, riguarda l’edilizia economica e popolare. Nessuna iniziativa prevista, né in loco, né in altre parti della città poiché “modificherebbe il piano economico e finanziario” (sic).

Questo in una città dove per pochi alloggi di edilizia popolare vengono presentate ogni anno centinaia di domande. Un modo tanto elegante quanto deludente, da immobiliaristi più che da amministratori, per dire che lì dovranno risiedere i ricchi. Attendiamo si faccia seguito alle parole spese ormai anni fa sulla “possibilità di intervenire su tutte le aree residenziali e a servizio”. Ripetiamo: Milano non ha insegnato nulla.

Infine, gli abbattimenti di alberi hanno delle casistiche talmente ampie da lasciare interdetti. Si afferma infatti che gli abbattimenti delle alberature saranno limitati e solo quando “non costituiscono elementi di pregio, sono malate, sono necessarie per le bonifiche o per la realizzazione di servizi e strade interne”.

Concludendo riteniamo che nella sostanza anche a Rho si è avviata da tempo una politica attrattiva per grandi investitori, il cui lascito alla città sarà pari a zero se non addirittura in negativo per le trasformazioni che impatteranno sul costo e qualità del risiedere a Rho.

Firmato Gruppo Ambiente e Territorio Rho.

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