Si sono tenute nella mattinata di domenica 9 novembre 2025 a Rho le celebrazioni del 4 novembre, Giorno dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, con ritrovo alle 8.15 presso piazza Marinai d’Italia, da dove il corteo composto da amministratori cittadini, forze dell’ordine, associazioni in arme e non, al seguito del Corpo Musicale Cittadino Parrocchiale di Rho, e qualche decina di cittadini, è partito per sfilare per la città, passando da monumenti e luoghi simbolo cittadini.

Il corteo ha sfilato per la città passando dall’ospedale di Rho, Monumento ai Caduti per la Patria, con deposizione di corona d’alloro, percorrendo viale Rimembranze, deponendo la corona d’alloro al monumento coi nomi dei caduti, si è poi recato nel Santuario dell’Addolorata per la Santa Messa.

Terminata la messa il corteo ha ripreso il percorso e si è recato al Cimitero cittadino con sosta, deposizione di corone e canto del Coro Stella Alpina di Rho, al Sacrario dei Caduti in Guerra, da dove Ermelinda Palmieri, presidente dell’associazione combattenti e reduci, ha letto un messaggio di Onore ai caduti: “Ci muove il dovere di riconoscenza e di memoria verso chi ci ha lasciato una eredità di vita, di comportamento, di onore. Facciamo anche memoria di dolori, sacrifici, distacchi. I nostri caduti ci esortano “custodite, non lasciate che si disperda quell’Italia che abbiamo cercato di tenere unita con tanto sacrificio”.

Il corteo uscito dal cimitero ha raggiunto il monumento degli Alpini per la deposizione della corona e un altro canto del Coro Stella Alpina di Rho.

Infine il corteo si è recato in piazza San Vittore per il discorso del Sindaco Andrea Orlandi che ha parlato a braccio ringraziando le forze dell’ordine locali: “I monumenti davanti a cui abbiamo sostato riportano dei nomi, nomi che ci chiedono memoria su quello che è accaduto nelle loro vite. Ognuno di noi quando fa memoria della propria vita crea una sorta di mappa e la consegna ad altri. Ogni vita è un mondo e la storia di ciascuno si fa racconto collettivo di un popolo. Nel 107° anniversario del 4 novembre 1918 dobbiamo riprendere questo concetto della storia tramite gli occhi dell’umanità. Lo abbiamo fatto dando la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto: un ragazzo scelto non da un generale, ma una mamma che aveva perso il proprio figlio, contato tra i dispersi. Quel milite senza nome è simbolo di tutti i nomi dei caduti. Nessuno vuole la guerra, nemmeno i militari. Tanto meno i civili che ne pagano le conseguenze. Il vero lascito del passato è quello sguardo, la capacità di leggere gli eventi attuali e prendere parte, prendere una posizione. Militari e civili che commemoriamo hanno deciso da che parte stare della storia. Tutti operavano per la pace come i tanti militari che operano oggi nel mondo per la pace, con professionalità e umanità”.

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