Nella mattinata del 1° maggio 2025 presso il Monumento ai Caduti del Lavoro in via Santorre di Santarosa 9 a Rho(MI), si è tenuta una breve ma significativa Commemorazione, per ricordare questo giorno molto sentito dalle lavoratrici e dai lavoratori.
Presenti per l’occasione, le Forze dell’Ordine, le associazioni del territorio, l’ANPI al seguito del presidente Mario Anzani, l’ANMIL, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, l’autore, Vito Antonio Guglielmo, l’amministrazione comunale rappresentata dal presidente del consiglio comunale Calogero Mancarella con la fascia tricolore, consiglieri di maggioranza, Jasmine Bale, Monica Varasi, Clelia La Palomenta, e il consigliere di opposizione Daniele Paggiaro.

Dopo la breve introduzione sulla storia del monumento e sul significato della data odierna da parte del presidente ANMIL Vincenzo Nicola Mazza, una poesia letta da Carmen Meloni, ha preso la parola il presidente del consiglio Calogero Mancarella, che dopo aver ringraziato tutti i presenti e portato i saluti da parte del sindaco, ha sottolineato un punto fondamentale: “La Lombardia vanta purtroppo un triste primato dei morti sul lavoro: nel 2024 su 1090 decessi in Italia, 182 erano lombardi, ed è anche la regione con il maggior numero di infortuni, 110.050 su 589.571 sempre nel 2024. È giusto ricordare queste cifre nel giorno in cui si festeggiano i lavoratori e le lavoratrici. Purtroppo, proprio mentre l’economia è messa a dura prova dai recenti dazi, è maggiore il rischio che vengano meno o diminuiscano, anche, le risorse sulla sicurezza”.
La sicurezza sul lavoro è fondamentale, infatti viene celebrata anch’essa con una Giornata Mondiale, che si chiama “per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro”, e si ricorda il 28 aprile di ogni anno, tre giorni prima della Festa del Lavoro, data in cui nel 1886 era stato indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per rivendicare condizioni di lavoro migliori e più umane.
139 anni or sono, e ancora tanta strada da fare.
Finché esisteranno Bandi e Concorsi, pubblici o privati che siano, al ribasso queste saranno le condizioni di lavoro di tutti, poca sicurezza e pochi controlli.
Aggiungiamo poi la lentezza per i rinnovi dei Contratti a livello Nazionale, la domanda sorge spontanea: i sindacati esistono ancora solo per tutelare i singoli contro i datori di lavoro o per tutelare le varie categorie?
E senza dimenticare i lavoratori irregolari, i lavoratori in nero, i servizi civili, gli stagisti e la scuola-lavoro, opportunità per i giovani studenti o manodopera a costo zero per i datori di lavoro?
Viva l’Italia fondata sul lavoro… o affondata?!?!?!
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