Ancora oggi, prima di iniziare ogni spettacolo, nel mondo affascinante del teatro, dietro le quinte con le luci soffuse, gli attori si mettono in cerchio dandosi la mano e all’unisono gridano: “Merda! Merda! Merda!”. Ma qual è l’origine di questo rituale?
Le teorie sono diverse, ma la più diffusa risale al periodo tra il Settecento e l’Ottocento, infatti proprio in quegli anni, il teatro stava subendo una trasformazione radicale, passando da una forma di intrattenimento popolare ad una forma rivolta alle classi borghesi e nobili.
L’arrivo dei nobili alle “prime” teatrali significava l’arrivo di un maggior numero di carrozze e, di conseguenza, più cavalli e più escrementi davanti ai teatri.
Pronunciare “merda merda merda” prima dello spettacolo diventò quindi un augurio per un teatro pieno di spettatori.
Ma c’è anche una teoria più bizzarra, legata alla personalità di Tristano Martinelli, famoso per aver interpretato Arlecchino.
Durante una sua performance di fronte al re di Francia Enrico IV, simulò un atto così realistico da ingannare la corte francese, iniziò a tirare pezzi di castagnaccio verso il pubblico, (inizialmente scambiati per escrementi). Il pubblico comprese la burla e il re, per nulla offeso, premiò Martinelli per il suo intrattenimento esilarante.
La frase “merda, merda, merda” è molto più di una semplice esclamazione. È un’eredità del passato, tramandata nel tempo, divenuta un simbolo di buon auspicio.
La prossima volta che assisterai ad uno spettacolo, presta attenzione, potresti sentire gli attori pronunciare questa magica formula prima di alzare il sipario.
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