La storia umana è iniziata e si è evoluta con atti di disobbedienza che affonda le radici sin nell’antichità.
Ma chi sono stati i primi disobbedienti della storia? Adamo ed Eva, che abitavano nel paradiso terrestre, disobbedirono all’ordine di Dio di non mangiare il frutto dell’Albero della conoscenza del bene e del male.
Prometeo disobbedendo a Zeus, riuscì a sottrarre il fuoco agli dei e a portarlo sulla Terra, dando agli uomini il dono della civiltà e del progresso.
Ancora oggi i grandi movimenti di disobbedienza civile guardano a Gandhi e a Martin Luther King come a due fari, profeti della non violenza.
Uno degli atti di disobbedienza civile più famosi è sicuramente la Marcia del Sale del Mahatma Gandhi. Gandhi era un avvocato indiano che si batteva per l’indipendenza dal dominio coloniale britannico. La Marcia del Sale fu un’azione simbolica di protesta contro la tassa imposta dal dominio britannico sul sale indiano e contro il Salt Act, che proibiva agli indiani di produrre il proprio sale. Gandhi iniziò la sua marcia il 12 marzo 1930 lunga 385 km fino al mare, seguito da migliaia di persone.Accompagnati dalla stampa internazionale, raggiunsero la loro destinazione dopo 24 giorni. L’ultimo giorno Gandhi fece un bagno in mare e raccolse sale per dimostrare agli indiani che potevano ottenere il sale gratuitamente.Gandhi e migliaia di suoi seguaci furono arrestati. La Marcia del Sale non ebbe un impatto immediato, ma costituì la base del movimento per l’indipendenza indiana.
Oggi “disobbedienza” sembra essere la parola del giorno che però non mette tutti d’accordo anche solo a pronunciarla.
E se usassimo il motto inglese che adotto’ Don Milani: “I care”, letteralmente mi importa, mi interessa, ho a cuore , cambierebbe qualcosa?
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