“L’espressione artistica: uno strumento educativo di inclusione e comunicazione per le fragilità” è questo il titolo completo del progetto della tesi di ricerca di Alice Botterio studentessa di educazione professionale, un ramo delle professioni sanitarie di facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Statale. Alice Botterio è nata il 27 febbraio 2002 a Rho ed è componente dell’associazione Afk Progetto Giovani dall’inizio della loro avventura teatrale.

Uno studio, un percorso universitario che porterà Alice a diventare una educatrice, non una educatrice sociale, ma una educatrice sanitaria, che le permetterà di lavorare sia in ospedale, sia nelle comunità.

“La mia ricerca la ho svolta nel Centro sociale Stella Polare di Rho. E il progetto è nato dalla mia passione, in tutti i sensi, da quella lavorativa, che è il mondo dell’educazione, e le mie passioni a livello personale, Afk fra tutte. Per questo ho voluto che la mia tesi fosse una cosa unica, una cosa che potessi fare solo io, e una cosa che mi piacesse, quindi fare una tesi, non solo a livello di studio, cioè metterti là e scrivere la tesi, ma proprio a livello di soddisfazione personale, facendo con le persone” ha raccontato con entusiasmo Alice Botterio molto attenta al sociale e all’inclusione.

“Il mio è un progetto che si pone degli obiettivi in ambito anziani che in questa società purtroppo sono visti negativamente, perché non servono più. E proprio per questo motivo si sentano molto soli ed emarginati”.

Gli obiettivi del progetto di Alice sono chiari: contrastare il senso di solitudine; aumentare la loro qualità della vita; e aiutarli a esprimere se stessi. Promuovendo relazioni sociali con gli altri, “e per farlo ho pensato di utilizzare tre attività, danza, musica e recitazione, le mie passioni”.

Un progetto che ha coinvolto, oltre agli anziani di “Stella Polare”, le ragazze e i ragazzi di Afk Progetto Giovani, “una cosa che secondo me è bellissima è che anche da parte dei ragazzi ho avuto un riscontro positivo, e tutti si sono veramente divertiti, imparando anche qualcosa di nuovo, e questo mi ha lasciato super soddisfatta delmio progetto. Vedere un gruppo di giovani andare dagli anziani è sempre bello” ha concluso Alice che nel suo progetto ha coinvolto 15-20 anziani autonomi nella vita quotidiana che però percepiscono un isolamento sociale.

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