Si è conclusa nei giorni scorsi, l’edizione 2025 de La Terra Trema – Fiera Feroce di vini, cibi e anime erranti, ospitata negli spazi della Fornace di Rho.
Una due giorni intensa e partecipata, che ha portato oltre 3000 persone a incontrare 60 vignaioli indipendenti, contadine/i, artigiani del gusto e compagne/i di viaggio provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Un risultato straordinario, frutto di un’organizzazione autogestita, collettiva, completamente autofinanziata e costruita dal basso. Un modello opposto agli eventi-calderone, standardizzati e fuori scala, come l’Artigiano in Fiera che si appresta a iniziare: La Terra Trema non è un format alieno alla città, ma un respiro della città stessa.
Questa edizione è stata la prova concreta del valore sociale, culturale e politico degli spazi autogestiti. In Fornace si è costruito ciò che altrove sarebbe impossibile: convivialità, sapere agricolo, critica
sociale, mutualismo, cultura del vino non omologato. Tutto senza sponsor, senza padroni, senza stand preconfezionati.

La risposta della cittadinanza di Rho e dell’area metropolitana è stata impressionante. Una marea curiosa, attenta, rispettosa, che ha attraversato gli spazi della Fornace come si attraversa un quartiere
amico: con senso di appartenenza.
La Terra Trema ha mostrato che Rho non è solo un luogo di transito o un retroterra di MIND o Fiera Milano, ma una città viva, capace di immaginare modelli culturali non subalterni alle logiche dei grandi
eventi. La riuscita della manifestazione conferma che gli spazi autogestiti sono presidi necessari, non problemi da rimuovere e che esiste una città che sceglie cultura, indipendenza, convivialità e qualità.
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