Lunedì 26 gennaio alle ore 21.00 l’Auditorium di via Meda 20 accoglierà lo spettacolo “Ho messo via. La storia di mio nonno Venanzio”, racconti e canzoni di vita e deportazione sulla vita di Venanzio Gibillini, deportato ritornato a casa, raccontata dal nipote Fulvio. L’iniziativa è aperta a tutti, con ingresso gratuito, fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Il 26 e 27 gennaio sarà il Teatro civico de Silva a ospitare uno spettacolo riservato esclusivamente agli studenti delle scuole: si tratta di “Ausmerzen – Vite indegne di essere vissute”, di Marco Paolini. Con la regia di Renato Sarti, lo spettacolo vede in scena Barbara Apuzzo e lo stesso Renato Sarti. E’ una denuncia forte della persecuzione delle persone affette da malattie inguaribili o con disabilità, messa in atto con accurate strategie da parte del regime nazista.
Ausmerzen è una parola che deriva dal tedesco “aus Marz”, gergo dei pastori, una parola dal suono dolce ma dal significato terribile: è la soppressione degli agnelli che non reggono la trasumanza. Avviene prima della marcia e riguarda, dunque, esseri deboli, fragili. Lo spettacolo, poi divenuto anche un libro, racconta lo sterminio di massa conosciuto come Aktion T4, dove T4 sta per Tiergartenstraße numero 4, l’indirizzo di Berlino che ospitava il quartier generale dell’ente pubblico per la salute e l’assistenza sociale. Con Aktion T4 si designa il programma di  eutanasia che, sotto responsabilità medica, prevedeva nella Germania nazista la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili e da persone con disabilità mentali e fisiche. Durante Aktion T4 sono stati uccisi e passati per il camino circa trecentomila esseri umani classificati come “vite indegne di essere vissute”. “Cominciarono a morire prima dei campi di concentramento, prima degli zingari, prima degli ebrei, prima degli omosessuali e degli antinazisti e continuarono a morire dopo, dopo la liberazione, dopo che il resto era finito», ricorda nel suo libro Paolini.

Fonte Comune di Rho.

Seguici anche su IG @ilrhodense.it