RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Con l’ingresso della Rettrice dell’Università Statale di Milano, Marina Brambilla, nel Consiglio di Amministrazione di Fondazione Triulza, si consolida un’alleanza che attraversa il mondo universitario, quello del terzo settore e la filiera di governance pubblico-privata dell’area MIND.
Un passaggio che merita attenzione, perché arriva in una fase in cui il trasferimento delle facoltà scientifiche della Statale nell’ex area Expo sta già producendo effetti tangibili sul territorio: i canoni d’affitto stanno salendo, rendendo sempre più difficile l’accesso alla casa nelle città di cintura come
Rho; i nuovi studentati vengono presentati come risposte al diritto allo studio degli studenti fuori sede, ma nei fatti si collocano sul mercato a tariffe inaccessibili per la maggior parte degli studenti.
Da mesi denunciamo il rischio che si affermi un modello di sviluppo che chiama “rigenerazione” ciò che nei fatti si traduce in gentrificazione. Le tariffe previste per gli studentati di MIND – tra i 640 e i 789 euro
al mese – sono fuori dalla portata della maggior parte degli studenti fuori sede. Inoltre, il cosiddetto studentato diffuso, promosso dall’amministrazione comunale, rischia di alimentare dinamiche speculative sul mercato delle locazioni, rendendo ancora più difficile per chi vive a Rho trovare una casa in affitto a prezzi sostenibili.
Di fronte a tutto questo, ci aspetteremmo che chi oggi entra a pieno titolo nella governance di Fondazione Triulza si interroghi su quale idea di città si stia contribuendo a costruire. Una città dove il diritto all’abitare è garantito, o un territorio sempre più modellato su logiche di rendita e profitto?
Con la nostra petizione popolare, che ha già raccolto oltre un centinaio di firme, chiediamo misure concrete e immediatamente attuabili:
– la sospensione delle agevolazioni IMU sugli affitti a canone concordato fino al loro reale abbassamento rispetto ai prezzi di mercato;
– applicazione della TARI senza esenzioni sulle seconde case sfitte dei grandi proprietari;
– un registro comunale degli alloggi vuoti;
– la destinazione vincolata del gettito extra, generato dalla sospensione delle agevolazioni fiscali, al finanziamento di misure concrete per fronteggiare l’emergenza abitativa;
– la destinazione di una quota degli oneri di urbanizzazione delle nuove costruzioni alla realizzazione diretta di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
– la requisizione temporanea degli alloggi privati lasciati vuoti da anni, nei casi in cui sussistano gravi situazioni di emergenza abitativa.
Chiederemo che queste proposte vengano discusse in Consiglio comunale. Ma intanto interpelliamo pubblicamente Fondazione Triulza e l’Università Statale. Se l’obiettivo è davvero quello di contaminare l’area MIND con i valori della solidarietà e dell’inclusione, allora serve una presa di parola pubblica a sostegno delle rivendicazioni che vengono dal basso.
Non basta parlare di impatto sociale. Bisogna scegliere da che parte stare.
Firmato Centro Sociale SOS Fornace Rho (MI) – Via Risorgimento 18
Seguici anche su IG @ilrhodense.it